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Assenza di diversificazione: il vero rischio a cui i tuoi investimenti stanno andando incontro

di Luca Lixi

Di fronte all’estrema volatilità dei mercati di questi giorni, i piccoli investitori stanno vivendo momenti di grande apprensione. Il RISCHIO di vedere i propri investimenti subire grosse perdite sembra diventare sempre più concreto. Ma c’è un RISCHIO, molto più grande, REALE e impattante che si sta delineando all’orizzonte per coloro che hanno investito in modo del tutto ignaro, cadendo vittime di una delle distorsioni cognitive più comuni tra i piccoli investitori. Ti racconto tutto in questo articolo.

L’ignorante finanziario (nel senso di colui che ignora), identifica il RISCHIO con l’oscillazione dei mercati finanziari.

E in questi giorni di estrema volatilità sembra che il pericolo arrivi solamente dai ribassi dei mercati.

 

 

Lungi da me sottovalutare un ribasso di questa entità ma vedo focolai di rischio (reale, economico, impattante) enormemente MAGGIORI rispetto al rischio che la crescita di grandi aziende-macchine da soldi si inceppi per qualche mese.

L’ignorante finanziario non considera questi rischi che sono ben più pericolosi della volatilità, dell’oscillazione e dei sali e scendi del mercato azionario.

Il rischio dell’home bias

Mi capita di vedere spesso all’interno del nostro gruppo Wikilix (a cui puoi accedere qui) discussioni e commenti incentrati sull’andamento del FTSE MIB.

(FTSE MIB che tra l’altro si pone come il faro dei mercati mondiali con il suo 0.75 di incidenza sul totale della capitalizzazione delle borse mondiali!).

Ancora peggio, mi capita costantemente di vedere portafogli composti da BTP a manetta, azioni italiane a manetta, buoni postali a manetta, ecc.

Questo modalità di investimento che porta a prediligere le soluzioni del mercato domestico si chiama Home Bias. 

L’Home Bias è una distorsione cognitiva che porta un investitore a investire prevalentemente su ciò che è legato alla nazione di residenza.

Questo accade perché crede di conoscere il contesto in cui investe.

Ma come abbiamo visto molte volte, l’investitore privato è mediamente ignorante (e soggetto a innumerevoli tipologie di distorsioni cognitive come abbiamo visto qui).

Siamo dunque così sicuri che riesca a cogliere tutte le dinamiche e sfumature della complessa economia di un Paese?

Io credo proprio di no.

Senza contare che così facendo si sta esponendo, in modo del tutto ignaro, a un rischio davvero enorme: che cosa succederebbe se le cose in Italia si dovessero mettere male?

L’assenza di diversificazione “reale”

Il quadro si aggrava ulteriormente se a questa assenza di diversificazione finanziaria aggiungiamo un’assenza di diversificazione “reale”.

E quindi il piccolo investitore privato potrebbe trovarsi in una situazione di questo tipo:

  • Immobili: in Italia

  • Pensione: in Italia (e solo pubblica, niente privata)

  • Soldi: in Italia

  • Sanità: in Italia (e solo pubblica, niente privata)

  • Azienda: in Italia

  • Clienti: in Italia

  • Fornitori: in Italia

  • Fisco: quello italiano

  • Datore di lavoro: in Italia (e magari pubblico)

  • Lingue parlate: italiano e dialetto regionale

Qua la situazione inizia a farsi davvero molto molto più rischiosa di un -30% sulle Borse.

(Un ribasso che, ripeto, non solo viene scontato da grosse aziende capitalizzate che possono sostenere una crisi di qualche mese, ma che ha riportato i prezzi a livello di qualche anno fa, rendendoli potenzialmente molto interessanti).

Di fronte a una situazione reale così poco diversificata, l’andamento delle Borse diventa l’ultimo dei problemi (a meno che tu non abbia investito il 100% dei tuoi risparmi in asset italiani).

Dovresti invece preoccuparti per l’Italia perché se torna nell’occhio del ciclone VERO le tasse verranno portate all’80%, la pensione del nonno verrà dimezzata, in ospedale non ci sarà più nessun medico, gli immobili verranno tassati al 20% come imposta proprietà e cose così.

Ecco qual è il vero rischio.

Per carità quando ci troviamo di fronte a ribassi di questa portata, tutti i Paesi ne rimangono colpiti Stati Uniti compresi.

Capisco anche che tante di queste cose non puoi cambiarle (penso all’azienda, alla famiglia in Italia e così via), ma tante di queste cose puoi modificarle e migliorarle.

Partendo dagli investimenti di lungo termine, che si possono comprare con 4 click in tutto il mondo.

Questi investimenti li devi DIVERSIFICARE anche a livello geografico. E lo devi fare ora.

Non investire per il lungo termine perché si ha paura dei mercati, e così facendo lasciare la propria pensione in mano a uno Stato italiano alla canna del gas, è come non uscire di casa per paura della pioggia, e rimanere in casa sapendo che c’è un serial killer nascosto in cantina.

Non hai idea da dove cominciare?

Allora è arrivato il momento di prendere in mano la situazione e iniziare a dedicarti alla crescita della tua educazione finanziaria.

LIXI STRATEGY è nato proprio per questo: per accompagnarti in un percorso di alfabetizzazione finanziaria, che ti condurrà, nella pratica, a investire in modo consapevole, evitando inutili rischi (come l’home bias e la scarsa diversificazione), sulla base di quelli che sono i tuoi obiettivi personali.

LIXI STRATEGY purtroppo non è più disponibile, ma puoi iscriverti alla lista d’attesa di Lixi Plannix, il processo di pianificazione finanziaria ulteriormente integrato e migliorato che ti aiuterà a riprendere il controllo della tua finanza personale.
Lixi Plannix è in arrivo nel 2021.

Alla tua sicurezza e prosperità finanziaria,

Luca

di Luca Lixi

Fondatore e CEO di Lixi Invest

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