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Come rimediare ad un investimento sbagliato

Lorenzo Brigatti
Lorenzo Brigatti
Behavioral Finance Editor e Product Manager di Lixi Invest

Tabella dei Contenuti

Nessuno decide di investire per perdere soldi. Tutti vogliono sedersi al tavolo dei vincitori, e far fruttare al meglio i loro sudati risparmi. Questo articolo è un piccolo manuale di sopravvivenza da seguire quando non hai idea di come gestire gli investimenti che hai già fatto, e che non stanno dando i risultati sperati.

Il mondo degli investimenti non è tutto rose e fiori, e potrebbe capitare che alcuni dei tuoi investimenti guadagnino poco o perdano soldi.

In questi casi, è inutile farsi prendere dal panico, meglio piuttosto seguire delle azioni semplici ed efficaci.

Cominciamo.

Il reality check dei tuoi investimenti

Ti avviso: la prima cosa che devi fare quando non sei sicuro dei tuoi investimenti non ti piacerà.

Prima di incolpare il promotore che ti ha venduto roba scadente, il mercato cattivo o i rettiliani, devi farti una domanda scomoda.

“Le mie aspettative di investimento sono realistiche?”

Se ti aspetti di portare a casa il 10% netto annuo, puntuale e costante come un orologio svizzero sugli investimenti azionari, hai aspettative irrealistiche.

Se ti aspetti di portare a casa il 5% netto annuo investendo in titoli di stato europei, idem.

Questi rendimenti sono troppo alti per essere mantenuti con costanza nel tempo.

Finora il rendimento medio sui mercati azionari globali è stato del 7% all’anno.

E questo considerando tutti i saliscendi che i mercati hanno fatto durante il 2000 e il 2007.

Non è detto che questo rendimento continui a ripetersi per i prossimi 50 anni, ma se ti aspetti numeri molto più alti rischi di rimanere deluso.

Anche perché, come abbiamo spiegato nel webinar gratuito, la percentuale di fondi che riesce a battere il mercato (e quindi a fare meglio di questo 7%) è bassissima.

Trovarli prima è poi praticamente impossibile.

Proprio perché il 7% è una media, ci sono anni in cui ti troverai a portare a casa rendimenti superiori.

Ma se pensi che siano la regola e il primo anno che non porti a casa il tuo “minimo sindacale” cominci a farti prendere dai dubbi, il problema non è del prodotto finanziario che hai comprato.

È tuo.

E purtroppo non ci sono scorciatoie.

L’unica cosa che puoi fare è accettare la realtà e decidere se questo tipo di rendimento è sufficiente per investire i tuoi soldi sui mercati finanziari.

Una volta accertato che le tue aspettative sono in linea con il rendimento che i prodotti finanziari che hai comprato possono offrire, puoi passare alla fase due.

E quindi dovrai chiederti:

Come stanno andando questi prodotti finanziari rispetto alla media di prodotti simili?

Per dirla in modo più semplice, devi capire se i prodotti finanziari che hai comprato stanno andando meglio o peggio del loro indice di riferimento, o benchmark per gli amici.

Alcuni esempi di questi indici sono il FTSEMIB, che raccoglie le 40 aziende più capitalizzate d’Italia, o il NASDAQ, l’indice di riferimento dei titoli tecnologici americani.

Se stai comprando fondi di investimento, puoi trovare quest’informazione facilmente sul KIID (un documento con le informazioni più importanti relative al prodotto che stai comprando) oppure andando su Morningstar.

In questo caso il criterio che dovrai seguire è semplice.

Se hai comprato un prodotto finanziario che da 5 anni a questa parte fa costantemente peggio del suo benchmark, hai tutte le ragioni di essere deluso dal tuo investimento.

Molto probabilmente qualcuno in malafede ti ha rifilato un prodotto spazzatura, e adesso ne devi portare le conseguenze.

In questo caso, c’è solo una soluzione per uscirne al meglio.

Bere l’amaro calice, rassegnarsi al fatto di aver preso una decisione sbagliata, vendere e reinvestire i soldi su un prodotto finanziario più efficiente, come un ETF ben diversificato.

In questo modo, seguirai una delle regole fondamentali degli investimenti: i soldi persi non devono essere riguadagnati su investimenti sbagliati, ma possono essere riguadagnati facendo un altro investimento.

Il discorso per le azioni e le obbligazioni comprate singolarmente, invece è più complesso.

Come gestire investimenti in azioni o obbligazioni singole

Qualche volta mi è capitato di vedere portafogli di normali risparmiatori pieni di azioni o di obbligazioni “sfuse” (cioè non contenute in un fondo).

In questo caso, il confronto da fare è molto più difficile.

Ogni azione e obbligazione fanno storia a sé, e confrontarle con l’indice a cui appartengono è meno utile rispetto ai fondi visti sopra.

Ogni società può essere baciata dalla buona sorte o sorpresa da un cigno nero.

Per il normale risparmiatore questi eventi sono difficili non solo da prevedere, ma anche da monitorare.

Non solo.

Le obbligazioni singole possono essere molto rischiose, se non si sa cosa si sta facendo e si pensa che siano sempre a capitale garantito, come gli (ex) obbligazionisti di Parmalat possono dimostrare.

Se le obbligazioni singole vengono acquistate per un falso senso di sicurezza unito ad una cedola più elevata rispetto al rendimento di altri prodotti finanziari, dietro al desiderio di acquistare azioni singole si nasconde il desiderio di fare il colpo grosso, e vedere i propri soldi moltiplicarsi.

Non c’è nulla di male con questo desiderio, ma non è investimento. È speculazione.

E questo vale anche per i prodotti finanziari più complessi, come derivati o opzioni.

Ci sono persone che sono immuni alla speculazione, e loro ne rimarranno naturalmente alla larga.

Ma se non fai parte di questo gruppo, il modo migliore per gestire questo istinto è utilizzare una parte ben definita del tuo capitale per speculare sui mercati finanziari (dal 5% al 20% massimo).

Il resto del tuo capitale deve essere impiegato in un solido piano di investimento, basato su ETF ben diversificati.

A questo punto, è rimasto un solo caso da vedere.

Ho comprato solo ETF ben diversificati, ma il prezzo è sceso lo stesso. Cosa devo fare?

Per prima cosa, se hai comprato ETF davvero ben diversificati e stanno scendendo significa che tutto il mercato sta scendendo.

Forse è una magra consolazione, ma non sei solo, visto che la maggioranza degli investitori sta perdendo con te.

Quando il mercato scende è il momento in cui un sacco di gente si fa prendere dalla paura dei ribassi e vende in perdita.

In questo caso, anche se il valore dei tuoi investimenti sta scendendo questo non significa che la tua strategia di investimento sia sbagliata.

Anzi, se hai investito in ETF ben diversificati con una strategia chiara in mente, dovresti essere mentalmente pronto ad una situazione del genere.

E a chiamarla con il suo vero nome. Opportunità.

Quello che devi fare in questo caso è rilassarti, non vendere in preda al panico e aspettare che passi la tempesta.

Dopo potrai raccogliere i frutti del tuo coraggio e del tuo lavoro.

Per farlo nel modo più indolore possibile dovrai attuare una strategia comportamentale molto rigida, applicandola con la religiosità di un monaco benedettino.

Eccola qui:

  • Smetti subito di ascoltare le notizie economiche.

Tutti quelli a cui viene data attenzione durante una discesa dei mercati sono gli uccelli del malaugurio che per anni, come orologi rotti, hanno predetto un crollo.

E sono gli stessi che saranno dimenticati una volta passata la tempesta, ma in quel momento ti sembreranno molto convincenti e potrebbero farti prendere la decisione sbagliata.

Quindi, via da questa gente tossica.

  • Non passare tutto il tempo a controllare i tuoi investimenti, ma rimani fedele alla strategia di investimento che ti sei dato PRIMA della crisi (perché ce l’hai una strategia, vero? Altrimenti ti consiglio sinceramente di correre immediatamente ai ripari con LIXI STRATEGY, che è uno step fondamentale).

Ecco perché i PAC automatici sono così importanti: durante una crisi finanziaria fanno il lavoro sporco per te.

Quando tutto scende, comprare è psicologicamente difficile e il dito trema sempre un po’.

Se il processo è automatico, è molto più facile.

E, ultima cosa ma importantissima:

  • Non copiare cosa fanno gli altri investitori.

Quando non siamo sicuri su cosa fare, copiare quello che fanno gli altri intorno a noi è un’ottima strategia.

Farlo ti aiuta a non fare figure barbine al ristorante mentre cerchi di capire l’ordine delle posate.

Ma in una situazione di panico finanziario è una scelta molto pericolosa.

Molti investitori, inclusi i professionisti vendono o sono obbligati a vendere per una serie di ragioni tecniche (margin calls e vendite di azioni per rimborsare le quote dei fondi, per i nerd finanziari) che non ti riguardano.

Problemi loro, non tuoi.

Copiarli è un suicidio.

Anche se è un istinto molto forte che funziona in altre situazioni, in questo caso ti porterà ad una perdita sicura dal punto di vista economico, e anche dal punto di vista emotivo.

Ti potresti convincere che la borsa è tutta un casinò il cui unico scopo è fregarti i soldi.

Una volta arrivato a questa conclusione, non sarai più in grado di investire quando i mercati torneranno positivi, e di fatto rinuncerai ad uno degli strumenti migliori a tua disposizione per far crescere il tuo capitale.

E direi che non mi sembra proprio il caso 😉

Come cercare di evitare investimenti sbagliati in futuro

Ora che hai scoperto cosa fare con gli investimenti che possiedi già, dovresti pensare a come evitare di perdere soldi con gli investimenti dell’industria finanziaria tradizionale.

Molto spesso, infatti, i tuoi investimenti vanno peggio quando le cose vanno male, per via di costi e commissioni.

Prodotti inefficienti, costosi, e che si basano si una logica dall’alto verso il basso (dalla banca che li scarica sulle tue spalle), anziché dal basso verso l’alto (partendo dai tuoi obiettivi finanziari, arrivando solo alla fine alla scelta del prodotto).

Ne ha parlato approfonditamente Luca in questo webinar gratuito, da cui ti consiglio sinceramente di partire per migliorare notevolmente la tua consapevolezza finanziaria ed in materia di investimenti, per iniziare a guadagnare davvero.

Clicca qui per registrarti e vedere il webinar gratuito.


A presto,

Lorenzo

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