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Tutto quello che devi sapere prima di investire in NFT

di Matteo Cadei

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Perché schiere di persone in tutto il mondo sono entrate (o stanno entrando) a gamba tesa nel mondo degli NFT? Ma oggi ha ancora senso investire in NFT? E se sì, con quanti soldi? La risposta a queste domande la trovi in questo articolo.

Investire in NFT

Che cosa sono gli NFT

Il termine NFT sta per “Non Fungible Token”, o “dispositivi non fungibili”, in italiano.

Si tratta di oggetti digitali unici con proprietà gestita da blockchain.

Ma che cosa significa esattamente “non fungibile”?

Un euro, o un bitcoin, ad esempio, sono fungibili poiché possono essere sostituiti con altri euro, o con altri bitcoin.

Se il tuo vicino di casa ti dà 20€ e tu gliene dai altrettanti, entrambi avete sempre 20€.

Ora pensa invece alla maggior parte delle cose che possiedi.

La sedia su cui sei seduto, il telefono con cui stai leggendo questo articolo, o il computer.

Tutte queste cose rientrano nella categoria delle cose non fungibili.

Così come gli NFT: sono pezzi unici, non possono essere replicati né sostituiti.

Ma se ti dicessi che è già da anni che hai a che fare con beni digitali non fungibili, ma non te ne sei mai reso conto?

Abbiamo infatti avuto a che fare con beni digitali non fungibili fin dagli albori di internet: dagli oggetti all’interno dei giochi online, alle emoji che ci scambiamo giornalmente sui social e su WhatsApp.

E ci sono aziende che hanno costruito degli imperi vendendo questi oggetti online.

Un esempio è Epic Games, la famosa casa di sviluppo di videogiochi, che tramite la vendita di costumi, le cosiddette Skin, per Fortnite, ha fatto i miliardi.

Titolo di giornale su Fortnite

Ma per capire ancora meglio di che cosa stiamo parlando dobbiamo fare un passo indietro e andare all’anno 0 degli NFT, ovvero alla nascita di CryptoKitties.

CryptoKitties è stato il primo progetto a portare gli NFT al grande pubblico.

CryptoKitties

Lanciato alla fine del 2017, CryptoKitties permette agli utenti di allevare gatti digitali con l’intento di produrre nuovi gatti dagli attributi rari.

Questi gatti possono poi essere messi all’asta ed essere così venduti sul mercato secondario.

Nel dicembre 2017, affascinati dal movimento che si stava formando intorno a questo gioco, Devin Finzer e Alex Atallah si sono uniti alle comunità dei primi utenti e hanno lanciato OpenSea, il primo vero mercato di NFT, diventato, oggi, il più grande mercato di NFT.

Ma di questo te ne parlerò più avanti.

Quanto vale il mercato degli NFT

La vera svolta inizia tra il 2020 e il 2021, quando questo tipo di investimento alternativo inizia a diventare virale con l’arte digitale.

In pochissimo tempo, il mercato delle opere d’arte e degli oggetti da collezione digitali ha raggiunto il valore del mercato dell’arte tradizionale.

Secondo Bloomberg, infatti, il settore vale già 40 miliardi di dollari.

Tra i pezzi che sono stati venduti a cifre importanti c’è “Everydays: The First 5000 Days”, l’NFT di Beeple, venduto da Christie’s per 69,3 milioni di dollari: il prezzo più alto mai pagato per un’opera di un artista vivente.

NFT "Everydays: The First 5000 Days" di Beeple

​​Ci sono poi le opere della serie CryptoPunk.

“CryptoPunk $7523”, per esempio, è stato venduto per quasi 12 milioni di dollari.

NFT CryptoPunk

Ora, se i personaggi della serie CryptoPunk verranno studiati nei licei d’arte tra 20 anni non lo so, ma sicuramente, per chiudere il giro, non possiamo non citare uno dei meme più diffusi, ovvero il cane mascotte della criptovaluta Doge, che è stato venduto per 4 milioni di dollari.

NFT Doge

Chi è che è davvero diventato ricco grazie agli NFT

Ora ritorniamo un attimo ai fondatori di OpenSea, Devin Finzer e Alex Atallah.

La loro startup, dopo 26 mesi dalla fondazione, aveva solo 4.000 utenti attivi che effettuavano 1 milione di transazioni al mese; ciò si traduceva (data la commissione di vendita del 2,5% di OpenSea) in un reddito mensile di 28.000 dollari.

A luglio 2021, OpenSea ha invece elaborato 350 milioni di dollari in transazioni di NFT.

Nello stesso mese, in un round di raccolta di capitali, ha ricavato 100 milioni dollari, con una valutazione di 1,5 miliardi di dollari.

Ad agosto del 2021, il volume è aumentato di dieci volte, arrivando a 3,4 miliardi di dollari di transazioni, con una commissione mensile di 85 milioni di dollari.

Recentemente è uscita la notizia che i fondatori di OpenSea sono entrati nel club dei nove zeri in seguito a un nuovo round di finanziamenti annunciato il 4 gennaio di quest’anno, che porta la valutazione della società a 13,3 miliardi di dollari.

Con le loro quote, stimate al 18,5% da Forbes, i co-fondatori, Devin Finzer e Alex Atallah, hanno ora un patrimonio di 2,2 miliardi di dollari ciascuno.

Titolo miliardari fondatori OpenSea

È proprio vero quello che si dice: durante una corsa all’oro, coloro che guadagnano davvero (e in modo sostenibile) non sono i cercatori d’oro, ma sono quelli che vendono le pale e i picconi.

OpenSea, che fa da intermediario nell’acquisto e vendita di NFT, vende pale e picconi ai novelli cercatori d’oro.

Investire in NFT conviene?

Qual è il motivo che spinge migliaia di persone a spendere cifre così “tonanti” per l’arte digitale?

1. La possibilità di ostentare l’acquisto e il senso di appartenenza a una comunità.

Da qualche mese stiamo assistendo infatti alla tendenza, da parte di molte celebrità, di mettere come immagine del profilo Instagram e Twitter l’icona dell’NFT acquistato.

Possedere NFT evidenzia l’appartenenza a un certo status sociale nelle comunità dell’arte digitale e in tutto il mondo cripto, proprio come avere un Rolex o una Ferrari nella vita reale.

Profilo Instagram Eminem

2. La possibilità di venderlo a prezzo maggiorato.

Questo aspetto è molto presente quando l’acquisto viene fatto da persone con pochi soldi, che acquistano un NFT nella speranza di rivenderlo a un prezzo maggiore.

Ora, se anche tu ti stai chiedendo se anche a te conviene comprare qualche NFT, stai già facendo due grossi errori.

Il primo è che sei preda della FOMO (acronimo di Fear of missing out), ovvero della paura di essere tagliato fuori da una possibile opportunità, in questo caso il trend degli NFT, senza però aver ben capito di che cosa si tratta.

E credimi, non è mai una buona idea investire su qualcosa di cui non ne conosci le dinamiche.

Il secondo è che stai sbagliando domanda.

Non devi chiederti se ti conviene fare questo o quell’investimento, ma se questo o quell’investimento è coerente con il tuo processo di pianificazione finanziaria:

  • Te lo puoi permettere?
  • Hai una quota di patrimonio da dedicarci che puoi permetterti di perdere completamente?
  • E se perdi interamente questa quota ne risentiresti per anni o ti farebbe stare male solo per un pomeriggio?

La verità è che la tua strategia di investimento dovrebbe essere a bilanciere:

  • da un lato, ove necessario, non dovresti prenderti alcun rischio, anzi, dovresti proteggerti dai rischi più grossi;
  • dall’altro, ove possibile, e con una parte predeterminata del tuo patrimonio, dovresti invece prenderti del rischio calcolato.

All’interno di una corretta strategia, puoi dunque destinare una piccola quantità di denaro, che puoi permetterti di perdere, a qualunque asset alternativo, quindi anche agli NFT.

Se ti piace questo mondo, o vuoi entrarci, nessuno ti vieta di farlo.

Ma con la giusta proporzione e con la giusta esposizione al rischio.

E solamente dopo che hai già sistemato gli altri cassetti di investimento: emergenze, assicurazioni e investimenti di lungo termine.

Esattamente come ti spieghiamo in Plannix, la nostra soluzione di pianificazione finanziaria che ti rende sicuro e autonomo nella gestione dei tuoi soldi e dei tuoi investimenti.

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di Matteo Cadei

Financial Analyst di Lixi Invest

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