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Tutte le bugie che ti hanno raccontato sugli Investimenti Sostenibili (ESG)

di Luca Lixi

L’industria finanziaria tradizionale (fondi di investimento, banche e promotori) sta cercando chiaramente di cavalcare l’ondata ecologista e ambientalista. Senza entrare nel merito della questione ambientale, in questo articolo facciamo chiarezza sulle scelte di investimento legate a questo trend.

La grande menzogna degli investimenti sostenibili

È in corso quindi un tam-tam per cercare di mettere in ottima luce e vendere a manetta i fondi di investimento che acquistano titoli con requisiti ESG Environmental, Social and Governance, ovvero con presunti criteri di sostenibilità, etica e così via.

La Global Sustainable Investment Alliance stima che il valore del mondo degli investimenti ESG sia di 30,7 trilioni di dollari, ovvero circa un terzo del PIL mondiale.

Questo, in prima battuta, è dovuto alla facilità con cui un investimento rientra nella categoria ESG.

Un fondo viene definito sostenibile per esclusione, ovvero se non investe in alcune aziende che non rispettano determinati criteri.

Non è tanto dunque una scelta di aziende sostenibili, quanto una NON scelta delle aziende che non rispettano uno standard (blando) che è stato scelto convenzionalmente.

Capisci bene che è molto diverso dal dire che tutte quelle aziende siano belle e brave.

Ma il messaggio che arriva al risparmiatore è molto più potente e attrattivo, e i gestori lo sanno.

Secondo un’indagine di PwC (Asset and wealth management revolution: Investor perspectives – Rethinking purpose and performance) i criteri ESG appaiono addirittura mediamente più importanti delle commissioni nel valutare la bontà di un investimento da parte dei risparmiatori.

Infatti, messaggio (subdolo) che filtra in questo caso è:

Compra il nostro fondo! Costa il 4% all’anno, ma aiuti l’ambiente, vuoi mettere!
Se compri un ETF che compra TUTTO il mercato (incluse aziende senza quei criteri) sei un nemico dell’ambiente, i tuoi figli ti odieranno
!

Sempre secondo il Report, sempre più persone ritengono che i criteri ESG riuscirebbero a ridurre il rischio finanziario e reputazionale di un’azienda.

E già la cosa mi fa sorridere.

Sorvolando su queste ultime considerazioni, debunkiamo questo tentativo di manipolazione, perché temo che sarà sempre più diffuso.

Il primo punto è legato alla natura del mercato.

Quando compri azioni di un’azienda, o un fondo attivo lo fa per te, stai acquistando azioni sul mercato secondario. Sono quindi azioni già emesse, già in circolazione.

All’azienda che ha emesso quelle azioni sul mercato (finanziando il proprio capitale), non interessa tanto se quelle azioni siano possedute da te, o da qualunque altra persona al mondo.

Ha già raccolto quel capitale, e ci ha già portato avanti le sue iniziative di business.

Comprando azioni sul mercato secondario le stai semplicemente comprando da qualcun altro. Sono azioni che stanno semplicemente passando di mano.

Se vuoi “punire” da un punto di vista finanziario le aziende che non rispettano i tuoi requisiti etici (che non discuto minimamente), come armi, sigarette e così via, non comprare aziende sul mercato primario, ovvero quando raccolgono NUOVI capitali con nuove emissioni.

Quando si quotano, quando aumentano il capitale, quando emettono obbligazioni. Solo in questo modo eviti di fargli entrare i tuoi soldi.

Inoltre, acquistando fondi di investimento attivi “sostenibili” con commissioni esagerate, stai semplicemente rinunciando a una fetta del tuo rendimento per regalarlo a banche e fondi di investimento!

Che, notoriamente, sono invece le aziende più etiche, trasparenti, morali e sociali del mondo, giusto?

(Al netto di complottismi idioti)

Quindi, non farti raggirare come un boccalone, e ragiona con la tua testa.

Cosa si può fare in alternativa per premiare le aziende virtuose e sostenibili?

Le tue scelte di consumo e di investimento (libere, lecite e rispettabili come qualunque scelta personale che riguarda la propria pelle) esprimile nei mercati corretti.

Che, ripeto, non è il mercato secondario, dove stai e decidendo come investire per la tua futura pensione, per i tuoi figli o per la tua attuale rendita.

Ma è il mercato primario.

E, soprattutto, è il mercato REALE.

Informati sui prodotti che acquisti, e non acquistare quelli ottenuti secondo standard che non rispecchiano i tuoi requisiti etici, morali, ambientali, sociali & co.

Farai molto più male a queste aziende non acquistando i loro prodotti sul mercato, che non evitando di acquistare lo 0,000000000000000000000001% del loro capitale, peraltro da un altro investitore.

Non discuto, e non discuterò mai, sulla voglia di fare le rivoluzioni (a meno che non influenzino e puntino a far saltare le fondamenta della società capitalista, come ho il vago sospetto).

E non voglio neanche troppo girare il dito nella piaga sul discorso greenwashing e ipocrisia di persone che cercano solo investimenti ESG, ma poi non sono disposte neanche a pagare il sovrapprezzo Co2 sui biglietti aerei.

Dico solo di farle nel modo più consono.

Che non è certo quello di finanziare l’industria bancaria rinunciando a fette del tuoi rendimento in nome di un ideale, che non stai contribuendo così a raggiungere.

O che non stai contribuendo a combattere, se è un ideale in senso negativo.

Alla tua sicurezza e prosperità finanziaria,

Luca

di Luca Lixi

Fondatore e CEO di Lixi Invest

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