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Il fallimento epocale della previdenza integrativa all’italiana

Ci sono due argomenti con cui si tormenta chi ancora non ha una solida base di finanza personale:

1. “Faccio un mutuo o vado in affitto?”;
2. “Lascio il TFR in azienda o faccio un fondo pensione?”

Sono domande assolutamente lecite e proprio perché la mission mia e della mia azienda è quella di rendere i risparmiatori finanziariamente più consapevoli, sono qui a offrire qualche spunto gratuito. In particolare oggi, voglio affrontare la questione “pensione integrativa”.

Portafoglio

Scegliere il giusto fondo pensione: è una questione di costi?

“Fondo pensione” è un concetto composto da due parole. 

“Fondo”, quindi un fondo di investimento.

“Pensione”, quindi un fondo di investimento su cui investire per la pensione.

Ora, c’è un concetto che ti deve entrare assolutamente in testa quando si parla di fondi di investimento: i costi, nel lungo termine, sono funzione inversa del rendimento.

Perché sono proprio i costi che erodono il rendimento.

(E no, in questo caso non è assolutamente vero che “la qualità si paga”, o che i gestori sono in grado di generare un extra rendimento).

Ciò è valido anche quando parliamo di fondi pensione.

Per questo motivo, quando valuti un fondo pensione per versare il tuo TFR (in generale sono un po’ scettico nel destinare parecchio risparmio personale OLTRE al TFR) devi prestare molto attenzione a quanto ti costerà.

In questo senso ci sono buoni fondi di categoria che hanno dei costi molto più contenuti rispetto ai fondi pensione aperti, ai PIP e a tutta la giostra di risparmio gestito che ogni giorno racconto su Wikilix, il gruppo Facebook di finanza personale più grande d’Italia (a cui puoi iscriverti qui).

Puoi fare una verifica sul sito di COVIP, dove c’è un comparatore di costi.

Detto questo, la scelta di aderire o meno a un fondo pensione non è solo una questione di costi.

E ora ti spiego il perché.

Lavoratore di circa 50 anni

A chi davvero conviene pensare alla previdenza integrativa

Devi sapere che la previdenza integrativa, per come è stata concepita dal legislatore italiano, ha senso per chi:

  • è vicino alla pensione, perché in breve tempo potrebbe riscattare tutto;

  • ha un reddito alto, superiore ai 50.000 euro annui, perché l’aliquota marginale è alta e deduce di più;

  • risparmia tanto, perché mettendo da parte più di 15 mila euro all’anno, 5 mila su un fondo pensione (ovvero il massimo deducibile),  tra un PAC in ETF e l’altro, lo può pure versare e non muore nessuno.

In pratica, la previdenza integrativa conviene a chi non ne ha bisogno.

Anche se nella realtà dovrebbe invece aiutare le persone a medio-basso reddito a integrare la proprio pensione.

Perché un conto è un dirigente, che nel corso degli anni ha risparmiato e messo da parte 1 milioncino e che poi si trova comunque 2.500 euro di pensione al mese.

Un conto è un operaio, o un impiegato, che è riuscito a risparmiare ben poco, e che poi si trova 800 euro al mese di pensione. 

Ora, non voglio fare il classista.

Io stesso non sono nato ricco.

A 19 anni guadagnavo due spiccioli (come puoi vedere dall’estratto contributivo qui sotto), e fino ai 25-26 anni mi facevo le stesse domande che si fanno tutti coloro che si trovano all’inizio della propria carriera, mentre cercavo di arricchire il mio capitale umano con studi, esperienze, competenze.

Tuttavia, il mio consiglio è di accettare un altro punto di vista, che nel prossimo paragrafo ti vado a spiegare.

Estratto conto previdenziale

Di che cosa ha davvero bisogna una persona finanziariamente fragile

Chi è finanziariamente più fragile (posso dire più povero, senza offesa alcuna) dovrebbe essere più flessibile e prudente, ma in modo corretto.

Perché non avendo le spalle finanziariamente larghe, basta un colpo di vento a farlo cadere.

Un calo di fatturato, un genitore bisognoso di cure, un figlio in più, un figlio con disabilità.

Una persona finanziariamente fragile ha bisogno di FLESSIBILITÀ.

E sai invece quali sono le due cose che le tolgono flessibilità e la rendono vulnerabile a spezzarsi in due al prossimo colpo di vento?

  • i debiti, contratti per esempio per acquistare una casa;

  • i vincoli sui propri risparmi, applicati quando si accede a un fondo pensione integrativo.

Dunque, da professionista indipendente quale sono, dubito fortemente che la previdenza integrativa sia una soluzione davvero percorribile da chi:

  • è molto giovane, perché 35-40 anni di soldi vincolati sono troppi;

  • ha un reddito medio, magari perché è a inizio carriera;

  • risparmia solamente qualche soldo, proprio perché magari è ancora giovane e non sta ancora guadagnando tanto.

Questo è tutto quello che devi sapere, oltre a ricordare che il fondo pensione, o il fondo comune, o la polizza, o l’ETF, sono solo strumenti.

E in quanto tali, se non hai una strategia di pianificazione finanziaria, non ti serviranno a tanto presi singolarmente.

Scegliere un fondo pensione o un altro non ti cambia la vita, né in meglio né in peggio.

Avere una buona strategia, o averne una pessima (o non averla proprio), fa invece tutta la differenza del mondo per la tua prosperità finanziaria.

Per questo motivo all’interno di Lixi Plannix ti spieghiamo
il processo pratico e completo di pianificazione finanziaria, che ti consente di essere completamente autonomo e sicuro nella gestione dei tuoi soldi e dei tuoi investimenti (anche quegli investimenti volti all’integrazione della tua futura pensione).

Lixi Plannix uscirà nel 2021; se vuoi essere avvisato prima di tutti gli altri sulla data di uscita, iscriviti qui alla lista d’attesa ufficiale.

Alla tua sicurezza e prosperità finanziaria,

Luca

di Luca Lixi

Fondatore e CEO di Lixi Invest

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