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Effetto colibrì: come l’egoismo individuale aumenta il benessere della società

Matteo Cadei
Matteo Cadei
Financial Analyst di Lixi Invest

Tabella dei Contenuti

Ti è mai capitato di riflettere sul percorso della tua vita? Probabilmente, guardando oggi ai cambiamenti che l’hanno caratterizzata, ti sembreranno del tutto naturali, forse anche inevitabili. Tuttavia, è possibile che quando quei cambiamenti si sono verificati, fossero altamente improbabili, così come lo erano le loro ripercussioni o i mille strascichi che hanno avuto in noi, nel nostro ambiente, nelle persone che ci sono care. Se tutto questo ti è capitato, allora hai sperimentato sulla tua pelle l’effetto colibrì. 

Fiori

Conseguenze non intenzionali

Durante il Cretaceo (il periodo che va dai 145 ai 65 milioni di anni fa), i fiori svilupparono colori e odori per attrarre gli insetti al proprio polline e farsi così aiutare nel fertilizzare altri fiori. 

In seguito, aggiunsero il nettare per rendere l’operazione ancora più attraente ai loro involontari collaboratori. 

Gli insetti possono compiere questa operazione perché la loro anatomia è abbastanza flessibile da consentirgli di fermarsi in volo, a differenza di un vertebrato che sembra non possa farlo. 

Dico “sembra”, perché i colibrì sono riusciti a superare questa difficoltà usando il loro “gettone evolutivo” (come noi abbiamo scelto il pollice opponibile).

Attraverso una particolare rotazione delle ali, che potenzia il battito ascendente oltre a quello discendente, sono in grado di fermarsi a mezz’aria e succhiare il nettare di un fiore. 

Le strategie riproduttive delle piante hanno così avuto un’inaspettata conseguenza per la meccanica del volo di un uccello. 

Ciò che connette l’impollinazione alla fisiologia del colibrì è una serie di passi perfettamente comprensibili. 

Sorprendenti, ma comprensibili. 

Come sono i passi che connettono l’invenzione della stampa alla necessità di molte persone di usare gli occhiali, a un grande aumento della produzione di lenti, all’invenzione di telescopi e microscopi. 

Con tutte le conseguenze che queste ultime innovazioni hanno avuto per la scienza moderna. 

Adam Smith

Adam Smith e il benessere della società

Nella Ricchezza delle nazioni, Adam Smith osserva che il benessere della comunità non dipende dalla solidarietà e generosità dei suoi membri.

Dipende dal loro egoismo e dalla loro avidità. 

Un commerciante, per esempio, sarà mosso dal desiderio di ottenere il maggior profitto possibile dalla vendita delle sue merci, ma, siccome non è l’unico commerciante sulla piazza, dovrà vedersela con la concorrenza. 

In contrasto con le sue più intime e segrete inclinazioni, sarà costretto a offrire i prodotti migliori a un prezzo adeguato al suo posizionamento sul mercato, perché se non lo facesse, gli altri commercianti gli sottrarrebbero la clientela e lui finirebbe in bancarotta. 

Mercato

Poche idee hanno avuto un influsso determinante sull’economia e sulla politica degli ultimi due secoli quanto questa di Smith.

La ragione è ovvia. 

Ogni individuo può perseguire ciecamente il proprio interesse personale senza che ciò leda gli interessi della comunità, anzi, favorendo gli interessi comunitari. 

Non è dalla benevolenza del macellaio, del birraio o del fornaio che ci aspettiamo il nostro pranzo, ma dalla cura che essi hanno per il proprio interesse. Non ci rivolgiamo alla loro umanità ma al loro interesse personale”. 

La citazione è utilizzata come fondamento dell’idea di un’economia di mercato in grado di autoregolarsi. 

Le conseguenze non intenzionali di azioni intenzionali si servono dell’interesse individuale come di una molla capace di determinare l’aumento della ricchezza e, insieme, il benessere della collettività. 

Per capire questo concetto, basta pensare a un produttore di auto che deve vendere per guadagnare (azione intenzionale), ma facendo questo provoca una cascata di conseguenze non intenzionali che aumentano la ricchezza di svariate persone (gli operai che lavorano alla fabbricazione delle auto, i fornitori di pezzi, il commerciale che grazie all’auto può vendere i propri prodotti in un’altra città, ecc.).

Per quanto egoista lo si possa supporre, l’uomo ha evidentemente nella sua natura alcuni principi che lo inducono a interessarsi alla sorte degli altri e che gli rendono necessaria la loro felicità. 

Ma come fa ad essere egoista e a creare felicità? 

Secondo Smith l’uomo non agisce per essere apprezzato dagli altri, ma in primo luogo per essere apprezzato da se stesso. 

Parla di sympathy, anche denominata fellow-feeling

L’uomo desidera naturalmente non solo di essere amato, ma di essere amabile; ossia di essere quella cosa che è il naturale e appropriato oggetto d’amore. Teme naturalmente non solo di essere odiato, ma di essere odioso; ossia di essere quella cosa che è il naturale e appropriato oggetto di odio.”

La società, per Smith, nasce dunque come continuo processo di aggiustamento. 

Il filosofo scozzese usa un’immagine bellissima: la comunità umana è come un’orchestra che, continuamente, tenta di accordarsi. 

Ci si costituisce in gruppo non per un’attitudine difensiva, ma per l’innata propensione allo scambio, per la possibilità di trovare qualcuno con cui relazionarsi, prima ancora che per scambiare merce con denaro. 

Azioni

L’effetto colibrì nel libero mercato

Ma come si collega l’effetto colibrì con il pensiero di Adam Smith e del libero mercato? 

Milioni di anni fa, la nascita di fiori colorati, profumati e con il nettare, ha portato come conseguenza il cambiamento della struttura dei colibrì. 

L’invenzione della stampa ha portato come conseguenza la scoperta, la produzione e la ricerca nel campo delle lenti. 

Con tutte le conseguenze che queste ultime innovazioni hanno avuto per la scienza moderna: telescopi, microscopi, ecc.

Il libero mercato, discusso da Smith, dà la possibilità a migliaia di aziende, sparse per il mondo, di scoprire, innovare e fare ricerca su strumenti, beni o servizi, che porteranno come conseguenza il cambiamento della struttura della società. 

Un cambiamento inevitabile agli occhi di chi lo guarderà un domani. 

Investire in azioni sfrutta questo grande meccanismo.

Aziende che, grazie all’egoismo del fondatore che ricerca il proprio profitto, porta (inevitabilmente) ricchezza a tutto il mercato e agli stessi investitori, che seppur in piccolissima parte, possono partecipare ai profitti di quelle stesse aziende attraverso l’acquisizione delle loro azioni.

Questa è la vera essenza dell’investimento.

E se anche tu vuoi partecipare a questo processo, diventando un investitore di successo, LIXI STRATEGY, il corso di finanza personale e investimenti di lungo termine, scelto già da migliaia di risparmiatori, è ciò che fa per te.

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