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Coronavirus: le opinioni dei grandi investitori

Lorenzo Brigatti
Lorenzo Brigatti
Behavioral Finance Editor e Product Manager di Lixi Invest

Tabella dei Contenuti

Il Coronavirus (o meglio, la paura che si porta dietro) sta generando un impatto molto forte sulle economie del mondo. Per avere un’idea più chiara sulla situazione ho studiato cosa hanno detto alcuni famosi investitori sul virus e le sue conseguenze a livello economico e finanziario.

Sulle spalle dei giganti

L’espressione inglese “Standing on the shoulders of the giants” (letteralmente, “Stare sulle spalle dei giganti”), mi è sempre piaciuta.

Indica una situazione in campo scientifico in cui non c’è bisogno di riscoprire la ruota ogni volta.

Per progredire, si può utilizzare quello che le persone di successo in un determinato settore hanno già fatto e poi aggiungerci qualcosa in più.

Questo vale anche nel mondo degli investimenti, ovviamente.

I più grandi investitori di sempre hanno ottenuto il loro successo basandosi su una filosofia chiara, che li ha aiutati soprattutto in momenti di grande incertezza come questo.

Per questa ragione ho deciso di fare uno studio su cosa hanno detto i più grandi investitori sul Coronavirus e sintetizzare in questo articolo i punti fondamentali.

Ovviamente, se vorrai approfondire, troverai tutti i link alle fonti originali in inglese.

Prima di cominciare, però, una premessa importante, fatta anche da tutti gli investitori che vedremo.

“Non sono un medico. Punto”

Nell’epoca dei social media, in cui 60 milioni di persone passano dall’essere allenatori di calcio a infettivologi, questa premessa è fondamentale.

L’analisi che vedrai non ha valore dal punto di vista medico, ma è concentrata solo sull’aspetto economico ed è basata su quello che sappiamo oggi, 7 marzo 2020, sul Coronavirus.

Le previsioni che vedrai qui potrebbero essere smentite da dati successivi, perché è successo qualcosa di “non prevedibile” (per un investitore, non per un medico specialista).

Questa premessa può sembrare ovvia, ma è stato un elemento ricorrente che ho ritrovato in tutte le analisi di questi grandi investitori.

Tutti hanno detto, in qualche modo: “Non siamo esperti di medicina e di virologia, abbiamo chiesto pareri a persone molto esperte, ma le conclusioni che abbiamo tratto potrebbero non essere completamente corrette.”

Un’umiltà che fa molto riflettere.

Specialmente quando il trader di Bagnate di Sotto nello stesso periodo dichiara di sapere alla perfezione come si evolverà il Coronavirus e come reagiranno i mercati.

Fatta questa premessa importante, possiamo partire.

Warren Buffett

Warren Buffett non ha bisogno di presentazioni, è uno degli investitori con più successo della storia.

Ha costruito il suo patrimonio attraverso la combinazione di attività imprenditoriali (sia avviate da lui che comprate in seguito) ed azioni.

È stato uno dei primi a considerare le azioni come “pezzi di business” e non come qualcosa da usare per speculare e basta.

Warren è famoso per avere una visione di lungo periodo (venti o trent’anni, per capirci) ed ogni anno scrive una lettera ai suoi azionisti che è una vera propria lezione di economia e finanza.

(PS: qui puoi leggere un riassunto di quella di quest’anno)

Che cosa ha detto l’investitore più famoso del mondo sul Coronavirus?

In un’intervista di qualche settimana fa, la prima domanda è stata proprio su questo.

E l’oracolo di Omaha ha confermato la sua visione di lungo periodo, dicendo che:

“Non si comprano o vendono azioni sulla base dei titoli di giornale di oggi”.

Anche se questa risposta sembra essere un tentativo di evitare la domanda, Buffett ha fatto notare che da qui a dieci o vent’anni l’impatto di questo virus sull’economia sarà minimo.

Quindi non è preoccupato.

In questo è coerente con il considerare le azioni come pezzi di business e chi le compra come un imprenditore/proprietario di azienda.

Gli imprenditori, quando arriva una crisi che minaccia la loro azienda, non chiudono bottega in preda al panico.

Si attivano per trovare soluzioni e gestire gli imprevisti.

Chi compra azioni per il lungo periodo (meglio ancora, ETF ben diversificati) deve avere la stessa visione.

Certe volte i prezzi dei mercati azionari non riflettono il valore dei business che li compongono, e bisogna aspettare con calma che passi la tempesta per non regalare le proprie azioni a qualcun altro.

Al di là delle parole, Buffett ha dimostrato di non essere solo chiacchiere pochi giorni dopo, aumentando il suo investimento in Delta Airlines.

Delta è una delle società che già possedeva e che sta attraversando un periodo di crisi a causa della diffusa paura di viaggiare.

Una dimostrazione di ottimismo pratico, che vale più di mille parole e dimostra come Buffett sia coerente con quello che dice.

E per tutti quelli che non hanno fantastiliardi da investire, c’è comunque una lezione molto importante.

Per tutti gli investimenti che hanno un orizzonte temporale molto lungo (ad esempio quelli che hanno come obiettivo una comoda pensione o un piccolo gruzzolo da mettere a disposizione ai figli quando saranno maggiorenni) è inutile preoccuparsi delle fluttuazioni di breve periodo.

E in questo caso non sto parlando di uno o due mesi, ma anche di uno o due anni.

Lo so che 720 e passa giorni sono un periodo di tempo che sembra lunghissimo, ma sono solo il 10% di 20 anni.

Ray Dalio

Ray Dalio è una delle voci più autorevoli nel mondo degli investimenti.

Dalio ha inventato e reso popolare il concetto di “All Weather Portfolio“, il portafoglio in grado di resistere a tutte le situazioni economiche possibili.

Senza entrare troppo nel tecnico, questo tipo di portafoglio ha al suo interno diverse componenti (azioni, obbligazioni, materie prime e oro) che, sapientemente dosate, permettono di creare una combinazione resistente a diversi scenari economici.

Inflazione, iperinflazione, deflazione, aumento o discesa dei tassi di interesse.

Questi portafogli sono in grado di resistere e portare a casa rendimenti interessanti in tutte queste situazioni.

Oggi moltissimi utilizzano questo portafoglio come base per i loro investimenti, ed anche i portafogli modello che puoi trovare in LIXI STRATEGY sono basati su questo portafoglio.

Dalio è anche molto famoso per aver scritto “I Principi del Successo”, un libro molto interessante che fa parte dei nostri libri consigliati per chi vuole diventare un bravo investitore.

Da qualche mese, Dalio pubblica degli spunti molto interessanti sul suo profilo Linkedin, e sul Coronavirus non ha fatto eccezione.

Qui puoi trovare quello che ha scritto (in inglese).

Dalio divide il fenomeno Coronavirus in 3 componenti:

  • il virus
  • l’impatto economico
  • l’impatto sui mercati finanziari

Per quanto riguarda il virus, Dalio offre un punto di vista medico preso in prestito dagli esperti che ha consultato.

Secondo loro, la quarantena si è rivelato uno dei mezzi di contenimento non medici più efficaci (perlomeno in Cina), ma questo approccio potrebbe essere difficile da adottare in Europa e in America.

Ciononostante, tutti gli stati con un buon sistema sanitario se la caveranno.

Questo, dei tre, è il punto meno interessante perché non è dove Dalio è un esperto, quindi è da prendere con cautela.

Sull’impatto economico, invece, Dalio ha cose più interessanti da dire.

Dalio qui è molto più ottimista, e pensa che anche se ci dovessero essere dei problemi nel breve periodo per alcuni settori, già nel medio periodo ci dovrebbe essere un recupero.

Nonostante questo, Dalio mette in guardia da questa sua previsione dicendo che ci sono altri fattori che potrebbero combinarsi al momentaneo declino economico e generare effetti imprevidibili.

In particolare cita:

  • La grande differenza tra i patrimoni dei super ricchi e di chi non lo è (o peggio ancora, fatica ad arrivare alla fine del mese)

  • I populismi, sia di destra che di sinistra

  • L’aumento del debito pubblico di molte nazioni

  • Le politiche economiche delle banche centrali

  • Nuove nazioni che stanno conquistando sempre più influenza e che potrebbero portare più instabilità nel mondo

In definitiva, cauto ottimismo.

Per quanto riguarda l’impatto sui mercati finanziari, invece, Dalio pensa che ci sia un impatto negativo almeno all’inizio, che potrebbe essere generalizzato a tutte le azioni, anche quelle che, almeno sulla carta, dovrebbero soffrire meno per il Coronavirus.

Nonostante questo, nel medio e lungo periodo le aziende più solide dovrebbero sperimentare una ripresa.

Infine, l’articolo si chiude con una raccomandazione molto saggia.

I beni più importanti di cui dovete prendervi cura siete voi e la vostra famiglia. Come per gli investimenti, spero che vi immaginiate lo scenario peggiore e che vi proteggiate da esso.

Howard Marks

Howard Marks è un investitore poco conosciuto in Italia, ma molto rispettato negli Stati Uniti.

Gestisce Oaktree Capital Management, un fondo specializzato nell’investimento di obbligazioni di società in difficoltà, ma che non disdegna investire anche nel mercato azionario.

Da ormai 5 anni scrive dei “Memo”, vere e proprie lettere che parlano di investimenti e di temi collegati.

Nonostante siano più per gli addetti ai lavori (e siano lette con attenzione anche da leggende come Warren Buffett), ci sono degli spunti che possono essere molto interessanti anche per chi è un investitore non professionista.

Nel suo ultimo memo, Marks ha parlato proprio del Coronavirus.

Il titolo è già un programma: “Nobody Knows, part 2” (Nessuno lo sa, parte seconda. La prima volta che aveva usato questo titolo era stato nel 2008, dopo il crollo di Lehman Brothers).

Marks adotta un approccio probabilistico.

Anziché fare il venditore di certezze, cerca di analizzare la situazione attuale partendo dal presupposto che non abbiamo a disposizione tutte le informazioni necessarie per fare una predizione accurata.

Una situazione non insolita, ma in questo periodo particolare ci sono ancora grosse incognite e questo può portare a previsioni molto distanti l’una dall’altra.

Fatta questa premessa, Marks comincia ad analizzare i fatti che conosciamo oggi.

Secondo Marks, il Coronavirus ha avuto un impatto molto forte sull’economia cinese.

La chiusura di fabbriche e la diminuzione dei consumi dettata dalla paura si è fatta sentire.

Al tempo stesso molte società dipendenti da fornitori cinesi si sono ritrovate in crisi di riflesso, senza poter produrre i loro prodotti.

Da questa situazione potrebbe nascere una de-globalizzazione (o meglio, una diversificazione geografica dei fornitori), un argomento che abbiamo trattato anche in questo podcast.

Ciononostante, vista anche la recente diffusione del virus in Europa e negli Stati Uniti, è difficile fare previsioni sull’impatto totale effettivo.

Marks fa comunque notare che la discesa sui mercati che si è avuta in questo periodo ha colpito indiscriminatamente la maggioranza delle azioni.

Incluse quelle che non dovrebbero risentirne così tanto.

Nonostante non si voglia sbilanciare troppo, Marks ci ricorda una verità importante.

Se l’ottimismo è praticamente sparito, è possibile che il calo dei prezzi sia stato eccessivo, nonostante le cattive notizie che lo hanno causato.

Ancora non sappiamo con certezza se questo è il caso, ma i mercati finanziari sono noti per reagire in modo eccessivo sia nei momenti di euforia che quelli di panico.

Quindi non bisogna considerare solo il prezzo come misura del valore, specialmente quando si parla di azioni.

Marks prosegue poi facendo notare che le banche centrali ad oggi hanno poche munizioni per risollevare l’economia da un’eventuale recessione e quindi questo potrebbe continuare a far aumentare l’incertezza.

Infine, Marks, chiude con alcuni spunti pratici validi per tutti.

In particolare, ci ricorda che non è possibile predirre dove andrà il mercato azionario nei prossimi mesi (con o senza Coronavirus) e invita a concentrarsi sul valore di quello che si sta acquistando.

Difficile immaginarsi che il valore dei business americani quotati sia sceso del 13% in pochi giorni.

Questo non significa che è il momento di comprare a piene mani, ma che i prezzi sono guidati da un’onda emotiva di pessimismo.

E vendere in preda al panico non è mai una buona idea.

Oltre a questo, molto importante, Marks offre ottimismo pragmatico, dicendo:

Mi sembra molto improbabile che il Coronavirus cambi permanentemente il mondo in cui viviamo oggi, rendendo il futuro irriconoscibile e distruggendo l’economia.

Per concludere

Dopo aver studiato quello che hanno detto i grandi investitori (ed altri, meno famosi, che non sono stati inseriti in questo articolo), ho notato una cosa.

Nonostante il periodo di paura e di incertezza tutti si sono rilevati abbastanza ottimisti nel lungo periodo, mentre hanno candidamente dichiarato di non sapere cosa succederà nel breve.

Per questa ragione è così importante avere una strategia di investimento chiara, specialmente per gli obiettivi di lungo periodo.

Senza quella, è facile farsi prendere dal panico e commettere decisioni sbagliate, rischiando non solo di perdere soldi, ma anche di non raggiugere gli obiettivi personali che ti sei prefisso.

Se non sei sicuro della tua strategia di investimento e vuoi migliorarla, o non sai proprio da che parte cominciare, dai un’occhiata a LIXI STRATEGY, il nostro corso online che spiega come impostare una strategia di investimento basata sulle tue esigenze personali.

Vedrai che poi sarà molto più facile gestire i saliscendi del mercato.

A presto,

Lorenzo

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Fabrizio
Fabrizio
8 mesi fa

Questo articolo ha un grande valore, ci aiuta a ragionare dal punto di vista economico attraverso i pensieri dei più grandi investitori.