Chi è pronto per il nuovo “lunedì nero”?

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Il 19 ottobre è sempre una data particolare per Il mercato finanziario e per gli investitori di tutto il mondo.

Viene ricordato il “Black Monday”, o lunedì nero, ovvero il giorno in cui l’indice americano Dow Jones (l’indice che racchiude le 30 azioni principali del mercato USA) registrò il suo risultato giornaliero peggiore di tutti i tempi.

Meno 22,61%

Quasi un quarto del suo valore sfumato in un solo giorno.
 Peggio del crollo del 1929, dello scoppio della bolla tecnologica del 2000 o della crisi dei mutui subprime del 2008.

Quest’anno, la ricorrenza, se così si può chiamare, è ancora più sentita dagli operatori di Borsa perché sono passati 30 anni tondi tondi.

Era infatti il 1987.
Se ne parla tanto, ultimamente, anche perché alcuni aspetti di fondo del mondo finanziario ed economico attuale ricordano quel periodo.
E sono in tanti a prevedere e prospettare un nuovo “Black Monday”, magari ancora più violento.

Erano altri tempi. 30 anni sono una vita.

Il clima di quegli anni, sui mercati finanziari e in Borsa, è stato magistralmente raccontato da Oliver Stone nel suo film epico “Wall Street”, con Michael Douglas ad interpretare Gordon Gekko, emblema dell’avidità, crudeltà e assenza di scrupoli dei broker di Wall Street.

Il film venne girato PRIMA del fatidico crollo del 19 ottobre (che in realtà rappresentò il punto più basso e l’ultimo colpo di coda di un mercato ribassista iniziato dopo i massimi di agosto 1987).

Tempismo perfetto per Oliver Stone? Non proprio.

Da un certo punto di vista, gli operatori dell’epoca sostengono che questo “cigno nero” fosse già nell’aria. L’aria di avidità, ebbrezza e onnipotenza caratterizzava quei tempi, almeno in certi ambienti.

Ci fu infatti una crescita grandiosa di tutti i mercati azionari, tanta euforia e convinzione che le cose sarebbero andate sempre meglio.
E, riguardando indietro, effettivamente così fu. Crollo, o non crollo.

Il crollo del 1987 è stato infatti l’unico grande crollo dei tempi moderni (gli altri sono stati la bolla tecnologica del 2000 e la crisi subprime del 2008) a cui NON ha fatto seguito una recessione economica.
È stato un flash-crash, quasi un fulmine a ciel sereno che ha consentito di fare pulizia dagli eccessi del mercato e di ripartire.

L’assenza di una crisi economici a seguire non toglie che il 19 ottobre del 1987 fu un vero e proprio shock, e uno spartiacque per chi si occupa di affari e investimenti.
È stata la prima crisi finanziaria in epoca moderna, e la prima parzialmente causata dai primi sistemi di trading automatico e computerizzato.
Puoi immaginare quanto questi sistemi siano diventati più avanzati ed evoluti, in 30 anni di progresso informatico.
Sono diventati più sicuri, da un certo punto di vista, ma più speculativi, da un altro punto di vista.

A distanza di 30 anni, ancora oggi non si conoscono le cause del crollo del 19 ottobre 1987.
Se ci possono essere delle cause a una vendita massiccia delle azioni.
La commissione d’inchiesta istituita da Reagan naufragò miseramente, e arrivò a dire che “il crollo fu causato dall’eccesso di vendite sul mercato”. (ndr.: Grazie al cazzo)
Come dire che il traffico è causato dall’eccesso di auto in carreggiata.

I primi mercati a crollare paurosamente furono Hong Kong e Singapore. Oltre il 10% in meno.
Poi toccò all’Europa, con Londra e Zurigo sotto di oltre il 10%, e Francoforte e Parigi del 6% in poche ore.

Tutti aspettavano l’apertura di Wall Street (prevista come sempre alle 15:30 ora italiana), per capire se il più grande mercato azionario del mondo avrebbe sopportato questa ondata di vendita inaspettata.
Oppure se, al contrario, il suo crollo avrebbe dato il colpo di grazia al mondo capitalista moderno.

Wall Street aprii in sordina, ma poi chiuse con il famosissimo -23%, seguito ancora da Tokyo con -15%.

Nel 1987 non esisteva Twitter, Bloomberg o le news 24 ore su 24.
Esisteva il telefono, i giornali (di cui non esisteva la versione online, of course) e i computer non riuscivano a star dietro all’aggiornamento delle quotazioni dei prezzi.

In giornate come queste l’umore è estremamente negativo e febbrile (e ci sta), ma tutto questo viene costantemente amplificato da mass-media.








Panic. Panico.
Crisis. Crisi.
Massacre. Massacro.
Bloodbath. Bagno di sangue.
Bedlam. Finimondo. 

Questi i titoli dei giornali, e altre metafore truculente che ai giornalisti di questo mondo piace tanto sfoggiare nei giorni di pesante ribasso di Borsa.

C’è poi una folta schiera di opinionisti e di guru in cerca di visibilità e notorietà.

Alcuni ci riescono pure ad ottenerla, come la famosa Elaine Garzarelli, analista finanziaria di Shearson Lehman (si, proprio la società fondata da quei 3 fratelli Lehman diventati poi molto famosi nel 2008).
La Garzarelli riuscì addirittura a prevedere in anticipo il crollo dell’ottobre ’87, e balzò immediatamente alla ribalta come il nuovo guru che tutto sa e tutto conosce.

Purtroppo, il fondo di investimento che gestiva venne liquidato nel 1994 con risultati estremamente negativi, e lei si riciclò a vendere le sue previsioni, con scarsi risultati anche in questo caso.

Lezione numero 1: i guru non esistono.

Lezione numero 2: mai esagerare con la chirugia estetica.

 

2008 - L’ULTIMA GRANDE CRISI FINANZIARIA, PRIMA DELLA PROSSIMA

Il clima emotivo negativo, da “fine del mondo”, è ciò che caratterizzò anche il settembre del 2008.
Nel 1987 avevo 2 anni, quindi parlo dopo aver letto le biografie dei grandi investitori del tempo e aver raccolto testimonianze.

Nel 2008, invece, avevo 23 anni, e già lavoravo in banca da 4.
Il clima era assolutamente questo che ho descritto. Da imminente fine del mondo.
Fine del mondo capitalista, della globalizzazione, del progresso, del benessere diffuso e della ricchezza.
In TV, politici e banchieri che si affrettavano a tranquillizzare l’opinione pubblica.
Consulenti e impiegati in crisi di panico per non avere risposte da fornire ai loro clienti.
Che avevano terrore del lunedì mattina, perché le Borse mondiali avrebbero riaperto e non si sapeva cosa sarebbe successo ai soldi dei loro clienti.

Ma il mondo è finito nel 2008-2009?
Io direi proprio di no.

Da un punto di vista strettamente finanziario, che è quello che meglio conosco e di cui mi importa maggiormente, non essendo un economista o un’opinionista politico, la fase di ribasso iniziata nel settembre del 2008 (con il fallimento di Lehman Brothers e l’esplosione della bolla dei mutui subprime) e culminata nel marzo del 2009, avrebbe rappresentato il momento migliore degli ultimi 15 anni per fare acquisti di azioni a prezzi scontati.

“Eh, grazie, sono tutti bravi a parlare con il senno di poi! Sei proprio un genio!”

La realtà è che la Storia si ripete. Ed è abbastanza prevedibile nel medio e nel lungo termine.
Mentre nel breve termine è impossibile da prevedere.

Cambiano gli scenari e i dettagli.
Cambiano i colori e i tessuti di abiti e cravatte dei broker (a proposito, ho scoperto ieri che gli abiti indossati da Michael Douglas – Gordon Gekko sono stati forniti da una nota sartoria di Cagliari. Orgoglio sardo!)
 Cambiano le acconciature, cambia la musica che si ascolta per cercare di dimenticare la pessima giornata di Borsa.

Ma ciò che non cambia, e non cambierà mai prima dei primissimi 100.000 anni di evoluzione, è la natura umana.
È la psicologia dell’individuo quando pensa al denaro.
È il comportamento dell’individuo quando si trova in mezzo a una folla.

Per investire con successo, più che econometria o statistica, sarebbe corretto studiare “Psicologia delle masse”.
Ok, anche econometria e statistica, ma pure Psicologia delle masse.

Due economisti degli anni ’80, Brealey e Myers, paragonarono la causa del crollo shock del 1987 ad una mandria di elefanti che cerca di uscire dalla stessa piccola porta.
Questa era la pressione di vendita esercitata dalla folla impazzita, presa dal panico.

A questo proposito, sono interessanti le parole del grande investitore John Bogle (fondatore di Vanguard e della gestione finanziaria tramite indici passivi), durante una recente intervista.

"Il giorno successivo al grande crollo, ho pensato che la cosa più utile che potessi fare era scoprire cosa provavano gli investitori", ha detto Bogle. "Al diavolo tutti i dati. Voglio parlare con esseri umani reali e vediamo come reagiscono".

La Borsa è un “gioco a somma zero”.
Un “zero sum game”, per dirla all’americana.
Anzi, in realtà è un gioco a somma negativa, perché per qualcuno che perde c’è qualcuno che guadagna, ma chi guadagna sempre e succhia denaro dal mercato sono i broker e le banche con le commissioni e spese.
Il banco vince sempre, insomma.

Essendo un gioco a somma zero, c’è chi guadagna denaro e c’è chi perde denaro.
I mercati sono uguali per tutti.
Le azioni sono le stesse per tutti.
Ciò che cambia sono i nostri comportamenti in base ai loro andamenti.

COSA È SUCCESSO DOPO IL 19 OTTOBRE 1987?

Tornando nuovamente indietro nel tempo a 30 anni fa, cosa avvenne dopo il 19 ottobre del 1987?

Dopo neanche 2 anni, 24 brevissimi mesi, il Dow Jones ha ritoccato i nuovi massimi del periodo, come se niente fosse.

Questo puoi leggerlo in 2 modi:

  1. chi aveva denaro investito sul mercato quando ci fu il crollo, ed ebbe l’intelligenza di saper aspettare (è difficile ed emotivamente quasi impossibile, lo so benissimo), recuperò tutti i soldi in 24 mesi, e da lì in poi furono solo “interessi”, rendimenti e guadagni per anni e anni.
  2. Chi NON aveva denaro sul mercato, o comunque aveva dei soldi liquidi pronti per essere investiti proprio quando “il sangue scorrerà sulle strade” (Cit. Baron Rotschild), dopo il lunedì nero diventò ricco e raddoppiò i suoi soldi in pochissimo tempo.

Questo è la vera “Big Idea” dietro questo nuovo articolo che inauguro il mio nuovo blog e progetto Lixi Invest.

Chi ha paura e crede ai mass-media, perde sempre soldi.
Chi non ha paura e crede ai fondamentali dell’investimento, guadagna sempre soldi.
Punto.

Perché, anche se domani il mercato dovesse crollare del 50% in 2 ore, dopo succederà quello che è sempre successo.

Ovvero il mercato si rialzerà, e farà la fortuna di chi non ha avuto paura.

Questo è ciò che capiterà INEVITABILMENTE anche nei prossimi anni.
Non è una previsione o un’idea strampalata.

Succederà così anche stavolta.
Stavolta NON sarà diverso, come non lo è mai.

COSA SUCCEDERÀ NEL 2018?

Il mercato azionario è ai massimi livelli di tutti i tempi e sta correndo come un treno dal marzo del 2009.
 Sono passati più di 8 anni dall’ultima grande crisi, e questo in corso si può ormai definire il mercato rialzista più lungo e potente di tutti i tempi.

So benissimo che il rialzo dei mercati azionari non è adeguato alla situazione economica mondiale, passata da anni di recessione, ad anni di stagnazione, ad anni di debole ripresa odierna.
So benissimo che il rialzo dei mercati azionari è derivato dalla massa impressionante di denaro stampata dalle banche centrali di tutto il mondo per provare a risollevare l’economia, ma in realtà defluita sulle Borse.
So benissimo che ci sono enormi cause di tensione geopolitica, valutaria, bancaria, governativa.

E so anche benissimo, come ho scritto sopra, che INEVITABILMENTE arriverà una nuova pesante fase di ribasso sui mercati azionari.
Potrebbe essere la peggiore di tutti i tempi, perché potrebbero esplodere congiuntamente e contemporaneamente diverse “bolle”, come il debito pubblico folle nelle nazioni più sviluppate, i listini azionari gonfiati, il credito alle aziende cinesi alle stelle e così via.

Sono preoccupato?
Ma neanche un po’. Io non vedo l’ora, sinceramente.

Non esisterebbe la fase di rialzo, se non ci fosse la fase di ribasso.
Non esisterebbe la notte, se non ci fosse il giorno.
Non esisterebbe il bianco, se non ci fosse il nero.

Non voglio filosofeggiare, non sono certo la persona adatta, ma l’investimento nei mercati finanziari è una vera metafora di vita.

La crescita lineare, costante, continua, senza ribassi e senza mai un problema, non esiste.
Né nell’investimento né nella vita.

Nell’investimento, ad esempio, uno dei pochi esempi di crescita lineare e costante, senza ribassi e scossoni, è stato il fondo di Mr. Bernie Madoff.

Ma era tutta solo una grande bugia, perché i soldi raccolti tra gli investitori non venivano investiti realmente, ma venivano derubati dal vecchio Bernie.

Una vita o un investimento con un andamento piatto, lineare, sempre in crescendo, semplicemente non esiste.
O meglio, esistono vite di questo tipo. Noiose, mediocri, sempre uguali.
Il “grafico” di queste vite e di questi investimenti è estremamente lineare.
 Ma lineare verso il basso, sino ad arrivare a zero.

Ora, il mio intento, con il nuovo progetto Lixi Invest, è quello di fornirti strumenti e ricerca per affrontare con successo il prossimo grande ribasso sui mercati finanziari. Ed approfittare di esso!

Come dici?
Non sarà solo un ribasso ma decisamente un crollo, peggiore pure del 19 ottobre 1987?
Io non lo posso sapere. Ops, neppure tu, e nessun altro.

Sarà la fine del mondo? Non so neppure questo, ma sinceramente non penso.

Se dovessi pensare questo, non avrebbe senso studiare, lavorare, progettare, ricercare, fare famiglia, guadagnare ecc.
Non avrebbe senso nulla, se pensi che la fine del mondo sia imminente.

Io non penso questo, ma quando effettivamente i mercati finanziari attraverseranno la fase di ribasso, là fuori sarà pieno di ciarlatani che vanno raccontando da anni che il mondo finirà, che il capitalismo finirà, che torneremo al baratto, a vivere nelle caverne e a nutrirci di bacche, semi e carne cruda.

Alcune di queste loro previsioni catastrofistiche andranno pure a segno, magari momentaneamente e non completamente, perché anche un orologio rotto segna l’ora giusta due volte al giorno.
Cioè, a furia di ripetere le stesse cose da 10 anni, qualche volta ci prenderanno pure.

Io, e il mio staff di Lixi Invest, al contrario, avremo sempre un occhio estremamente critico al presente, ma positivo verso il futuro, per riuscire a scansare i colpi rabbiosi di un mercato “Bear” (Orso, ovvero ribassista) e per prendere il mercato “Bull” (Toro, ovvero rialzista) per le corna.

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Luca Lixi
 Fondatore di Lixi Invest

About the Author Luca Lixi

Luca Lixi è il fondatore di Lixi Invest. Consulente finanziario indipendente e autore del libro di finanza personale “I X Comandamenti dell’investimento finanziario”, ha creato il gruppo Facebook "WikiLixi – Tutti i segreti della finanza", con oltre 6000 iscritti. Iscriviti alla sua newsletter gratuita.

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