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Warren Buffett: tutto quello che devi sapere dall’ultimo meeting degli azionisti

Lorenzo Brigatti
Lorenzo Brigatti
Behavioral Finance Editor e Product Manager di Lixi Invest

Tabella dei Contenuti

Durante l’ultimo meeting degli azionisti della Berkshire Hathaway, ha fatto grande clamore l’annuncio di Buffett di aver venduto tutte le azioni delle compagnie aeree presenti nel suo portafoglio. Notizia quantomeno curiosa, soprattutto per chi conosce lo stile di investimento di Buffett. Tuttavia, si tratta soltanto di uno dei diversi punti salienti che il più grande investitore del mondo ha affrontato durante il meeting. Punti salienti che deciso di condividere con te in questo articolo.

Da anni seguo con attenzione Warren Buffett, uno degli investitori più di successo di tutti i tempi.

Perché olltre ad avere un fiuto eccezionale su quali azioni sono sottovalutate e quali sono invece sopravvalutate, è anche un grandissimo imprenditore.

Talmente bravo che ha trasformato uno dei suoi più grandi errori, comprare la Berkshire Hathaway, ai tempi un’azienda tessile in un settore che stava soffrendo, in un conglomerato di successo che opera nei settori più disparati.

E ogni anno, l’oracolo di Omaha, riunisce i suoi azionisti in un meeting che è stato definito “la Woodstock capitalista”.

L’ultimo di questi meeting, si è tenuto pochi giorni fa.

E nonostante sia stato come al solito una grande fonte di ispirazione, la mancanza del pubblico e di Charlie Munger, leggendario partner di Buffett, ha reso questo evento meno gioioso del solito.

Tuttavia, come ogni anno, ci ha regalato degli spunti interessanti che ora vorrei condividere con te.

Warren Buffett

I soliti noti

Molti dei concetti espressi da Buffett, erano già stati ripetuti in altre occasioni.

Ovviamente ha senso, le regole del buon investimento non cambiano ogni due mesi, ma rimangono costanti nel tempo.

Tra i concetti che Buffett ha ribadito, c’è quello del tailwind (vantaggio) americano e di come scommettere contro l’America da un punto di vista economico si sia sempre rivelata una scelta perdente (anche durante tempi molto bui, ad esempio durante la grande depressione e dopo l’11 settembre).

Ha poi sconsigliato di utilizzare il debito per investire in azioni.

La loro volatilità rischia infatti di farti trovare impreparato e a corto di soldi nel momento in cui ne hai più bisogno.

Ha inoltre ribadito come nel lungo periodo le azioni rimangono la forma di investimento più redditizia, anche se per lunghi periodi di tempo possono rimanere ferme o addirittura perdere di valore.

Infine, ha avuto parole di fuoco verso il mondo della consulenza finanziaria e delle società di gestione americane, colpevoli di far pagare costi troppo alti ai loro clienti per fornirgli un rendimento peggiore di quello dell’indice di riferimento.

E, sempre parole di Buffett, molti consulenti finanziari sono più dei venditori che dei bravi gestori di capitale.

Quindi è molto meglio investire in ETF ben diversificati.

Un consiglio che ha intenzione di seguire lui stesso, o meglio, che vuol far seguire ai suoi stessi eredi.

Ha infatti ribadito che, una volta morto, il suo patrimonio verrà gradualmente investito in un index fund di Vanguard che replica l’S&P 500.

Oltre a questi consigli già condivisi nei precedenti meeting, ci sono stati altri tre concetti, del tutto nuovi, che mi sono piaciuti molto.

Eccoli qui.

Anche i titani degli investimenti sbagliano

La notizia che ha fatto più scalpore durante tutto l’evento è stata la completa liquidazione delle quote delle compagnie aeree che Buffett aveva comprato.

L’operazione di acquisto era iniziata nel 2016, ed era poi continuata gradualmente nei 4 anni successivi, per essere poi chiusa molto velocemente nel mese di Aprile.

Vendite e acquisti delle Berkshire Hathaway

Come mai Buffett, che ha sempre detenuto i suoi investimenti per moltissimi anni, ha venduto in tutta fretta?

La versione breve della risposta è “il Coronavirus”, un evento definito da Buffett a bassa probabilità e che non aveva considerato durante questa operazione.

La versione più lunga, invece, è quella che ti sto per raccontare.

Buffett si aspettava un certo tipo di ritorno dal suo investimento nelle linee aeree.

Quando però il Coronavirus si è scatenato, le cose sono cambiate.

  • Le linee aeree per salvarsi hanno dovuto chiedere prestiti ingenti al governo americano da ripagare nei prossimi anni, togliendo soldi agli azionisti

  • Il futuro delle linee aeree nei prossimi anni non è chiaro, specialmente se a causa del Coronavirus sarà necessario viaggiare ad una capienza molto più limitata di quella attuale e saranno necessari ancora più investimenti (mascherine, equipaggiamento protettivo, altro) per assicure la funzionalità minima

  • Infine, per qualche anno la gente potrebbe pure essere meno portata a viaggiare, intaccando ancora di più i profitti già messi a dura prova

In altre parole, i fatti sono cambiati rispetto a quando Warren ha deciso di fare il suo primo investimento.

E inoltre, anche se ha chiuso in perdita questa operazione, non è andato in rovina: grazie all’ingente liquidità che ha accumulato, si è assicurato la possibilità di andare avanti a combattere per molti altri giorni a venire.

Un esempio da manuale di gestione del rischio che dimostra come, anche quando prende le sue cantonate, Buffett riesca a cadere sempre in piedi.

Tornando alla pila di soldi che Buffett ha accumulato (ben 137 miliardi), molti sono rimasti sorpresi del fatto che non sia stata ancora utilizzata.

La liquidità anno per anno della Berkshire Hathaway

E questo ci porta al secondo punto.

Perché Buffett non ha ancora acquistato azioni a piene mani?

Premesso che nel trimestre di gennaio – marzo 2020, la Berkshire ha comunque comprato più azioni rispetto a quelle che ha venduto (circa 4 miliardi comprate contro 2 vendute), molti si chiedono perché Buffett non faccia acquisti più coraggiosi, sia sui mercati finanziari che di interi business.

Berkshire Hathaway

“Non è forse una situazione come il 2008?”, si chiedono in tanti.

No.

La crisi del 2008 è stata una crisi di tipo finanziario in cui diverse società si sono trovate senza liquidità.

E dato che il governo americano non aveva intenzione di mettere a disposizione fondi ingenti per salvarle, sono stati costretti a cercarli altrove.

E altrove in questo caso significava la Berkshire Hathaway, che ha potuto dettare le sue condizioni e fare affari d’oro.

Oggi, invece, la situazione è molto diversa.

Nonostante l’economia statunitense (e non solo) sia stata congelata dai lockdown, la FED ha immesso un’enorme quantità di liquidità nel sistema, rendendo di fatto più conveniente per le società rivolgersi al governo americano, che può prestare denaro a un tasso più basso rispetto a quello della Berkshire.

Buffett ha detto che prima del rilascio degli aiuti ufficiali del governo aveva ricevuto qualche telefonata, che poi non si è concretizzata.

Non solo.

Le politiche di quantitative easing messe in campo in questi anni dalla FED hanno creato molta più concorrenza nell’essere prestatori di (quasi) ultima istanza, sia a livello di società quotate che private (i fondi di private equity sono aumentati clamorosamente).

E quindi, quando ci sono tanti soldi in circolo è più facile prenderli in prestito con un tasso vantaggioso anziché prestarli.

Tuttavia, c’è un’ultima ragione, molto più semplice, per cui Buffett non ha messo al lavoro la sua montagna di liquidità.

La pazienza.

Molto semplicemente, vista l’incertezza legata alla situazione attuale e i prezzi sul mercato americano, preferisce aspettare occasioni migliori.

È il suo stile di investimento da più di 50 anni, e non lo cambierà certamente adesso.

In un’era in cui si è velocizzato tutto, Buffett non ha problemi a passare mesi interi senza fare nulla in attesa dell’occasione giusta, per poi agire con decisione.

Questo approccio è condiviso anche dal suo partner, Munger.

In un’intervista ha dichiarato di aver letto Barron’s (un giornale di finanza americano) per 50 anni prima di trovare un’idea di investimento interessante, su cui poi ha investito e fatto un sacco di soldi.

Per questa ragione è inutile farsi troppe domande sul perché Warren Buffett faccia questo o quello.

Alcuni tratti sono semplicemente basati sul suo stile di investimento, che nessuno di noi può replicare.

È molto meglio cercare di capire il più a fondo possibile la sua filosofia e i suoi principi di investimento e poi adattarli alla tua situazione personale.

Due chicche per nerd finanziari: buybacks e spinoff

Durante le domande degli azionisti relative al mondo Berkshire, ce ne sono state due che ho trovato particolarmente interessanti.

Una prima domanda riguardava l’opinione sui buybacks, e cioè il riacquisto di azioni proprie da parte di una società quotata.

Questa pratica è stata molto criticata negli ultimi mesi, in quanto può essere utilizzata per aumentare artificialmente il prezzo dell’azione (riducendo il numero di azioni che sono disponibili).

Non solo.

Alcune delle aziende che oggi hanno richiesto finanziamenti ai governi fino a poco tempo fa compravano le loro azioni proprie come se non ci fosse un domani (ad esempio le compagnie aeree).

Ciononostante, Buffett ha adottato un approccio molto razionale sulla questione, difendendo i riacquisti di azioni proprie, purché vengano fatti per le ragioni giuste.

Più esattamente, ha detto:

Ci sono un sacco di cose pazzesche che si dicono sui riacquisti. I riacquisti sono così semplici. È un modo per distribuire denaro agli azionisti.
Devono essere eseguiti quando il prezzo è corretto e la situazione è quella più adatta, ma quando le condizioni sono giuste, dovrebbe anche essere ovvio riacquistare le azioni e non ci dovrebbe essere la minima traccia di ciò più di quanto non ce ne sia per i dividendi.

Quindi, nonostante i riacquisti di azioni proprie possano essere usati in modo scorretto e stupido, a fare tutta la differenza del mondo, non è lo strumento in sé ma chi lo utilizza.

Un’altra domanda molto interessante che gli è stata fatta è quella sugli spinoff.

Uno spinoff è un’operazione in cui una parte di un’azienda si stacca e diventa un’entità completamente indipendente.

Wall Street ama questo genere di operazioni perché rende molto più facile agli analisti valutare il tipo di business che hanno davanti.

Un conto è valutare un’azienda che produce cioccolatini, un conto è valutare un’azienda che produce cioccolatini, vende assicurazioni e ha partecipazioni azionarie in società quotate.

Proprio come la Berkshire.

Il secondo caso è ovviamente più complesso, e questo fa sì che a volte le azioni delle società conglomerate siano sottovaluate rispetto a quanto potrebbero valere.

Con uno spinoff, si crea una società indipendente più facile da valutare.

Parecchie volte è capitato che quest’operazione portasse ad un aumento del valore delle azioni sia della società madre, che di quella appena separata.

Una delle domande è stata proprio sulla possibilità o meno di spinoff.

Ma la sua risposta è stata negativa.

Se dovessi vendere le varie filiali di Berkshire, ci sarebbe una tassa significativa sulla plusvalenza prima di distribuire qualsiasi cosa agli azionisti
E perderemmo la possibilità di muovere il nostro capitale da un business all’altro.

Anziché farsi attrarre dalle facili lusinghe di Wall Street, Warren ha difeso la possibilità di poter muovere il capitale dai business che generano un ritorno sugli investimenti più basso (ROI) a quelli con un ROI più alto, il tutto senza dover incorrere in costi extra aggiuntivi.

Un esempio decisamente non applicabile a tutti, ma che dimostra la sua maniacale attenzione ai costi e a non lasciare che terze parti vadano a prendersi soldi (immeritati) che potrebbero rimanere invece nelle sue tasche o in quelli degli azionisti.

E la stessa attenzione ai costi la dovresti applicare tu ai tuoi investimenti.

Se non hai la minima idea di come i costi stiano intaccando il rendimento dei tuoi investimenti, allora ti consiglio di guardare il nostro webinar gratuito.

Scoprirai non solo come abbattere questi costi ma anche come massimizzare i profitti dei tuoi investimenti.

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