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I 5 errori più comuni di chi ha appena iniziato ad investire

Lorenzo Brigatti
Lorenzo Brigatti
Behavioral Finance Editor e Product Manager di Lixi Invest

Tabella dei Contenuti

Gli errori psicologici possono costare carissimi quando si investe. In questo articolo, primo della serie di tutto quello che devi sapere sull’economia comportamentale, andremo a vedere quali sono i 5 errori più comuni commessi dagli investitori alle prime armi, quelli che hanno appena cominciato il loro percorso nel mondo degli investimenti o che stanno per iniziare.

Cominciamo!

1. L’Inerzia finanziaria

In inglese c’è un proverbio che dice: “Se vuoi qualcosa fatto, chiedi ad una persona occupata”.

La prima volta che l’ho sentito, ho pensato non avesse nessun senso.

Come può una persona con meno tempo fare più cose?

Così ho deciso di testarlo, e per un mese ho chiesto diversi favori lavorativi da 5-10 minuti a persone che sapevo essere super occupate ed altre con più tempo libero.

Il risultato ha confermato la saggezza popolare.

La maggioranza delle volte che ho chiesto qualcosa ad una persona occupata è stato fatto quasi immediatamente, mentre nel caso opposto la mia richiesta è stata dimenticata almeno il 50% delle volte.

Questo piccolo test non scientifico per me è stata la dimostrazione che le persone agiscono costantemente in uno stato di inerzia.

L’inerzia è un concetto preso in prestito dalla fisica, e significa mantenere la condizione in cui ti trovi in questo momento.

Se sei seduto, l’inerzia è la forza che ti tiene seduto e che devi superare per poter alzarti.

Se stai correndo, è la forza che devi vincere per frenare e fermarti.

Trasportata nel mondo psicologico l’inerzia è quella forza che ti fa guardare dieci episodi di fila della tua serie televisiva preferita su Netflix.

O quella che riempie costantemente di impegni la tua agenda se sei una persona occupata ed efficiente.

Esiste anche una versione finanziaria dell’inerzia e può essere il tuo più grande alleato o il tuo più grande nemico.

Quando decidi di rimanere con la tua banca “perché è più comoda” o “il direttore è così simpatico”, ma ti vengono proposti solo prodotti spazzatura, stai soffrendo di inerzia finanziaria.

Tutte le volte che i tuoi soldi investiti in prodotti che si pappano grandi commissioni e non trovi mai il tempo di venderli, stai soffrendo di inerzia finanziaria.

Quando pensi non sia possibile migliorare la tua situazione finanziaria perché “ci ho già provato una volta (magari ascoltando qualche pseudo guru) e non ha funzionato”, stai soffrendo di inerzia finanziaria.

L’inerzia finanziaria è infame, e molto spesso deriva da una sensazione di “è troppo complesso per me”.

Per superarla non basta acquisire più conoscenza, ma è necessario agire per andare nella direzione che vuoi.

Rivoluzionare in meglio la propria situazione finanziaria è un obiettivo ambizioso, che può caricare alcuni e far cadere altri nell’inerzia finanziaria.

Se fai parte del secondo gruppo, come puoi superare questo nemico invisibile?

Scomponi il tuo grande obiettivo in attività più piccole e decidi di completarne almeno una a settimana.

Ad esempio, potresti:

  • Cominciare a lavorare su un budget personale

  • Definire i tuoi obiettivi di investimento

  • Analizzare i prodotti finanziari che hai già

  • Vendere il prodotto finanziario più inefficiente e reinvestire i soldi ottenuti in qualcosa di meglio (PS: se non sai come valutare un prodotto finanziario puoi dare un’occhiata al nostro webinar gratuito)

Anziché partire in quarta e fare tutto insieme, parti dall’attività che ti sembra più facile e concentrati solo su quella.

E anche se i primi passi ti sembreranno insignificanti, nel lungo periodo si accumuleranno e ti faranno fare molta strada.

E il tuo stato di inerzia finanziaria passerà da “non so nulla e non ne capisco niente” a “ho un chiaro piano di investimento e so cosa ho comprato”.

Se applicherai questa filosofia con regolarità, arriverai ad un punto in cui l’inerzia finanziaria sarà dalla tua parte.

Sarai così abituato a prenderti cura dei tuoi soldi che lo farai in automatico, con la stessa naturalezza con cui ti lavi i denti.

Ed arrivati a quel punto scoprirai di avere in tasca molti più soldi di quelli che ti aspettavi.

2. L’avversione alla perdita

Quando qualcuno che conosco da poco scopre che investo in azioni immancabilmente mi dice: “Bello, ma non fa per me. Preferisco tenere tutto sul conto corrente o su un conto deposito, così dormo soldi tranquilli e non perdo niente”.

(Ovviamente questo non è vero per l’inflazione e il costo opportunità nel rinunciare ad investire, ma a quel punto non voglio passare come un Nazi-vegano e cambio argomento)

Questo comportamento, che ho visto in uomini e donne, giovani e adulti, italiani e stranieri, è dettato da una sola convinzione: evitare le perdite a tutti i costi.

In inglese, “Loss Aversion” , uno dei bias più importanti dell’economia comportamentale.

Un sacco di studi accademici (tra cui quelli del premio nobel per l’economia Daniel Kahneman) hanno provato come l’avversione alla perdita faccia parte del comportamento di tutti gli esseri umani.

Se non sei ancora convinto facciamo una simulazione pratica.

Immagina di trovare per terra 100 euro.

Una bella notizia e una bella botta di felicità.

Decidi di spenderli subito per comprare un paio di pantaloni nuovi, ma arrivato al negozio ti accorgi di averli persi.

Imprecazioni e incazzatura a go go, molto di più della felicità di aver trovato i 100 euro, anche se da un punto di vista razionale la tua situazione è uguale a prima di trovare i 100 euro.

Dal punto di vista emotivo, perdere qualcosa che era tuo in quel momento fa molto più male di quanto possa fare bene una buona notizia inaspettata più o meno dello stesso valore.

L’avversione alla perdita aveva perfettamente senso migliaia di anni fa, quando la società era molto più pericolosa e selvaggia.

Trovarsi in situazioni particolari come la perdita di risorse o di supporto sociale significava rischiare di morire.

Oggi invece viviamo in una società più sicura in cui questo modo di pensare è dannoso, perché impedisce di far prendere rischi accettabili anche a chi potrebbe permetterselo.

Ad esempio, un venticinquenne che si rifiuta di investire in borsa per paura di perdere, senza sapere che l’interesse composto e il tempo lavorano a suo favore, e che molto difficilmente perderà soldi.

Non solo, anche in un caso estremamente sfortunato eventuali piccoli perdite sarebbero appianate da un aumento del valore del suo capitale umano.

In parole più semplici, le (improbabili) perdite economiche sarebbero appianate dal suo stipendio maggiore in quanto sta facendo carriera.

L’avversione alla perdita impedisce di prendere rischi piccoli e calcolati e toglie la possibilità di fare pratica nel prendersi più rischi in futuro.

Per chi è molto avverso al rischio, investire diventerà qualcosa di binario.

O zero rischio (tenere tutti i soldi sul conto corrente) oppure rischio a 100%, (chi sta per andare in pensione e non ha soldi a sufficienza, quindi deve investire in modo molto aggressivo).

In situazioni del genere anche un piccolo errore può costare carissimo.

L’avversione alle perdite ha anche una componente molto più bastarda, che colpisce chi invece è già un investitore.

Quando arrivano le prime perdite (e se sei un investitore, è inevitabile che prima o poi succeda), si accende un meccanismo nel cervello che ti porta a prendere ancora più rischi per cercare di “tornare almeno in pari”.

Ed ecco che gli investitori più timorosi fino al giorno prima, dopo un -5% diventano speculatori e giocatori d’azzardo.

E via di click click, trading, per cercare di “tornare in pari”, finendo per perdere ancora più soldi.

Come puoi fare per combattere l’avversione alla perdita?

Non esistono metodi scientifici provati, l’unica cosa che ti può aiutare è cominciare a prendere qualche piccolo rischio che ti puoi permettere.

Ad esempio, puoi decidere di dedicare al massimo l’1% del patrimonio per comprare azioni singole, o qualche altro investimento più speculativo, e vedere come ti senti.

Se all’inizio ti senti a disagio nell’avere qualche piccola perdita, rilassati e pensa ad altro.

Essere esposti alla continua oscillazione di una parte dei tuoi soldi, anche se piccola, ti aiuterà ad evitare reazioni esagerate quando saranno cifre più alte ad oscillare.

Ti permetterà anche di portare a casa rendimenti più alti, perché non venderai mai più in preda al panico.

3. La paura della volatilità

La volatilità è la ragione per cui molti piccoli investitori perdono i loro soldi.

Vedere i loro investimenti salire e scendere di valore in modo così repentino lì stressa a tal punto da vendere.

Specialmente quando le perdite virtuali raggiungono un certo limite, non ce la fanno a sostenere la pressione e vendono, preferendo la certezza di una perdita all’incertezza e alla prospettiva di poter perdere ancora di più.

Nel nostro gruppo Facebook e nel Webinar abbiamo condiviso centinaia di dati, serie storiche e analisi per far passare il messaggio che la volatilità può essere gestita senza paura.

Ma quando faccio gli stessi discorsi ai nostri clienti, vedo negli occhi di qualcuno un dubbio nascosto.

Si, quello che dici ha senso a livello razionale, ma non sono ancora sicuro di voler cominciare ad investire.”

Nonostante dati e statistiche, una forma ancestrale di paura rimane.

Per superare questa paura, oggi voglio provare un metodo diverso: una storia riadattata dagli insegnamenti di Benjamin Graham, il maestro di Warren Buffett.

Immagina di aver comprato una casa, del valore di 100.000€, in cui vivi felice.

Un giorno, mentre esci trovi un signore fuori casa tua, vestito di tutto punto.

Si avvicina e ti dice: “Questa casa è fantastica, voglio comprarla e ti darò 95.000 Euro in contanti.”

Pensi che sia solo un tipo un po’ strano, dici che non sei interessato e vai via. Il giorno dopo, la scena si ripete, ma questa volta ti vengono offerti 110.000€.

Dato che non ti va di fare traslochi e di cercare una nuova casa per solo 10.000€ in più, rifiuti e vai via.

Il terzo giorno, il tizio è ancora di fuori e stavolta ti propone 30.000 euro.

Ti fai una risata e vai via senza neppure rispondere. Sai che casa tua vale molto di più e ti chiedi come gli sia venuta quest’idea bizzarra.

Il quarto giorno, il tizio ti fa una proposta indecente: un milione di euro.

E stavolta, nonostante sei affezionato a casa tua, decidi di cominciare una trattativa ed alla fine, vendi.

A parte il fatto che fare affari con uno stalker fuori da casa tua non è il massimo della vita, il messaggio che voglio far passare è un altro.

Il tizio fuori da casa tua, che tutti i giorni vi propone un prezzo diverso è “Mr. Market”, il mercato azionario.

La somma delle azioni di tutti gli investitori che comprano e vendono.

Graham definisce Mr. Market come una persona che ha problemi emozionali incurabili.

Alcuni giorni è veramente euforico, altri esageratamente depresso e le offerte (i prezzi) che ti fa riflettono il suo stato d’animo in quel momento.

Questi stati d’animo rappresentano la volatilità dei prezzi e sono la ragione per cui movimenti in su o in giù e a volte possono essere estremi.

In realtà queste oscillazioni sono un grandissimo vantaggio per gli investitori intelligenti.

Anzi, sono la ragione per cui riescono a portare a casa un ritorno più alto.

Nessuno li obbliga a vendere quando il prezzo non li soddisfa, specialmente quando conoscono il valore di quello che hanno comprato.

Quando il tizio nell’esempio della casa ti ha proposto un prezzo di 30.000 euro per comprarla, non ti sei preoccupato.

Sai che vale molto di più e non sarà l’opinione di uno sconosciuto a farti cambiare idea.

Con i prodotti finanziari (in particolare le azioni e gli ETF azionari) è la stessa cosa.

Anche se ci sono ribassi di prezzo repentini, i tuoi soldi stanno continuando a lavorare per te.

Le azioni producono dividendi o questi soldi vengono reinvestiti dalle società per crescere ancora di più.

E quindi non ha senso vendere.

Tutto va bene, c’è solo uno stalker che ci ha fatto un’offerta troppo pessimista e domani ritornerà con un’offerta diversa.

Se anche quella non ti piace, puoi rifiutare e aspettare il giorno dopo, il mese dopo, l’anno dopo o addirittura non vendere mai.

La pazienza è l’arma segreta per guadagnare dalla volatilità.

Gli investitori professionisti cercano poi di approfittarne, comprando azioni quando i prezzi sono più bassi, anziché vendere impauriti, ma è psicologicamente molto difficile da fare.

Il modo migliore per i non professionisti per approfittare della volatilità è usare un piano di accumulo (meglio ancora se automatico) e dimenticarsi dei prodotti finanziari che hai comprato, controllandoli al massimo una volta all’anno.

In questo modo vedrai molta meno volatilità e ti sarà molto più facile prendere le decisioni giuste per i tuoi investimenti.

4. L’effetto Gregge

Gli esseri umani sono animali sociali, e per un’ottima ragione.

Non siamo fisicamente più forti di altre specie animali, ed in altre occasioni la nostra intelligenza si inceppa e ci dimostriamo esageratamente stupidi. Cosa ci ha portato sul tetto del mondo?

La capacità di collaborare in grandi gruppi.

Ci ha permesso di creare strumenti sempre più complessi in grado di soddisfare i nostri bisogni (come il laptop dove sto scrivendo questo post) e di creare una società dove ognuno ha la sua parte e contribuisce al livello di benessere in generale.

Ok, forse dire “ognuno” è utopistico, ma diciamo che almeno la maggioranza delle persone ricadono in questa descrizione.

Anche i mercati finanziari, in un certo senso, sono nati dalla capacità di milioni di persone di collaborare.

Non sono altro che un immenso sistema che in ogni momento si decide quale è il prezzo giusto per un determinato prodotto, attraverso l’incontro continuo di domanda ed offerta.

Eppure, questo sistema super sofisticato nasconde un effetto molto pericoloso, che se non viene riconosciuto in tempo rischia di costarvi un sacco di soldi: l’herd behavior effect, o effetto gregge.

L’effetto gregge si verifica quando decidi di fare qualsiasi cosa per una sola ragione: “perché lo fanno tutti”.

Chi “investe” nell’immobiliare senza neppure controllare quanto può guadagnare dalla sua proprietà al netto delle tasse e delle altre spese, sta soffrendo di questo effetto.

Mette soldi nel mattone perché sua mamma, sua nonna, il suo bisnonno, i suoi colleghi e i suoi amici hanno fatto (e fanno) così.

Chi ha messo soldi nello criptovalute, dopo averle viste sprintare verso l’alto in pochi mesi e su consiglio del cugino supertecnologico, ha agito sotto l’influenza dell’effetto gregge.

“Tutti stanno comprando e stanno diventando ricchi, devo sbrigarmi e salire sul treno prima di essere lasciato indietro”.

Lo stesso meccanismo funziona nel caso di una forte discesa del mercato: i prezzi dei prodotti finanziari scendono (=ci sono più persone che vendono di quelle che comprano) e ancora più persone decidono di vendere “prima che sia troppo tardi”.

Il risultato è il panico puro.

Immagina una persona all’interno di un cinema che gridi “C’é una bomba!” e scappi fuori di corsa, anche se non c’è nessuna bomba.

Se il panico si diffonde e tutti si accalcano verso l’uscita, è molto probabile che qualcuno si faccia male sul serio, cosa che non succede mai quando le persone escono con calma e in maniera ordinata.

Lo stesso principio vale per il mercato azionario.

Tentare di uscire quando tutti corrono verso l’uscita rischia di farvi molto più male che aspettare nella sala l’informazione che l’incendio non esiste.

L’effetto gregge è una conseguenza della nostra natura sociale.

Senza, non saremmo in grado di collaborare in modo efficace, ma quando ci spostiamo nel mondo degli investimenti diventa un avversario da combattere.

Ed esiste un solo modo pratico per poterlo fare: avere in testa con chiarezza cristallina quali sono le tue priorità e i tuoi obiettivi finanziari.

Il tuo investimento deve essere votato solo al raggiungimento di questi personalissimi obiettivi, e non ad arricchirsi perché il tuo vicino di casa è diventato più ricco.

Una volta chiariti i tuoi obiettivi, la tua strategia di investimento emergerà in modo naturale e diventerà il tuo superpotere.

Quando gli investitori intorno a te andranno nel panico perché hanno investito troppo nei mercati finanziari, o si sono buttati a capofitto in qualcosa perché “è il futuroh!” , tu sarai in grado di mantenere la calma.

Con la tua strategia finanziaria sarai in grado di tollerare al meglio le oscillazioni sui mercati finanziari e le tratterai per quello che sono: occasioni d’oro di cui approfittare per raggiungere ancora più velocemente i tuoi obiettivi personali.

E se rimanendo fedele alla tua strategia ci saranno periodi in cui ti sembra che la maggioranza degli investitori stanno correndo mentre tu vai veloce come una tartaruga, ricordati che investire è una maratona, non uno sprint che dura 100 metri.

Anche se qualcuno sembra andare a velocità doppia rispetto alla tua, è molto più importante tenere il tuo passo e non strafare, altrimenti rischierai di trovarti senza gas nel finale, il momento più critico.

Questo è il vero rischio da evitare, e rimanere fedeli alla tua strategia senza preoccuparsi di cosa fanno gli altri è l’unico modo per farlo.

5. FOMO

Hai mai sentito parlare di Fomo?

Questo nome esotico non è l’ottavo nano di Biancaneve, ma è un’abbreviazione presa dall’inglese per “Fear Of Missing Out”, la paura di rimanere fuori da una grandissima occasione.

Questa tendenza è sempre stata parte del nostro istinto: siamo animali sociali e a nessuno piace essere tagliati fuori da un bel guadagno, soprattutto se tutti gli altri intorno a noi ne stanno approfittando.

Negli ultimi anni, però, la situazione è peggiorata parecchio con l’aumento della popolarità dei social media.

Oggi, qualsiasi cosa tu decida di fare, la farai avendo sempre la sensazione di non star vivendo la tua vita al meglio.

Se ti concentri sul lavoro, vedrai le foto di gente costantemente in vacanza e sarai frustrato.

Se sei in vacanza, leggerai i post motivazionali degli amici che ce l’hanno fatta nella loro carriera lavorativa, e comincerai a sentirti in colpa.

E così via, in un trip che sicuramente ti renderà più scontento di quanto non sia mai stato.

Non solo la Fomo può renderti scontento, ma ti può far perdere un sacco di soldi se applicata agli investimenti.

L’ultimo esempio più eclatante di Fomo è quello delle Criptovalute (Bitcoin su tutte).

Nel 2016 e nel 2017 sono salite ad un livello esponenziale, come nessun’altro prodotto aveva mai fatto prima di allora.

Più diventavano famose, più persone che non capivano nulla di finanza e di investimenti avevano realizzato che le Cryptovalute erano il futuroh e che se non avessero investito prima che fosse troppo tardi, sarebbero rimasti poveri (questo l’ho sentito con le mie orecchie da un paio di amici).

Il risultato finale, quasi due anni dopo, lo conosciamo tutti.

A parte Bitcoin, che è sopravvissuto ma al momento della scrittura di questo articolo si trova a circa il 50% dai massimi, molte altre cryptovalute sono sparite, con perdite del 100%.

La Fomo è un meccanismo così potente che colpisce pure gli investitori professionisti.

Il caso più clamoroso è quello di Jim O’Shaughnessy, investitore professionista di successo e autore del libro “What works on Wall Street” (purtroppo non disponibile in lingua italiana).

Per chi non avesse voglia di leggerlo, si può riassumere in una frase.

“Investi responsabilmente solo in quello che conosci.”

Durante gli anni Novanta, Jim aveva messo in guardia tutti dalle valutazioni pazzesche delle società dot.com, troppo alte per ogni standard e che sfuggivano alle leggi di gravità finanziaria.

Ma, ad inizio degli anni 2000, dopo anni in cui i suoi risultati da investitore erano stati peggiori di quelli di gente che faceva trading sulle azioni dot.com a caso, Jim ha ceduto e ha comprato azioni tecnologiche.

Due mesi dopo, queste azioni sono crollate, portando a Jim oltre al danno, la beffa.

La Fomo è un meccanismo molto forte.

L’unico modo per sconfiggerla è scegliere una strategia di investimento adatta a te e portarla avanti, anche quando ti sembra che non stia funzionando.

“Trust the process”, massima fiducia nel tuo processo di investimento.

E come bonus extra, un consiglio più facile da scrivere che da applicare con costanza.

Concentrati solo sui tuoi obiettivi personali e professionali per raggiungerli il prima possibile e non guardare cosa stanno facendo gli altri e come spendono i loro soldi.

Difficile sapere se stiano vivendo al di sopra o al di sotto dei loro mezzi e certe differenze emergeranno chiaramente solo fra 10 anni.

Fino ad allora, trova il giusto equilibrio tra investire, risparmiare e godersi la vita senza preoccuparti troppo di cosa stanno facendo gli altri.

Per concludere

Con l’articolo di oggi abbiamo visto quali sono gli errori più comuni che vengono commessi dagli investitori, soprattutto quelli alle prime armi.

Per poterli risolvere, è necessaria una grande consapevolezza e l’utilizzo di una solida strategia finanziaria, che ti permetta di minimizzare le possibilità di sbagliare.

E se non sai da dove cominciare, puoi dare un’occhiata a LIXI STRATEGY, che ti spiega per filo e per segno come costruire una strategia finanziaria fatta su misura per te.

A presto,

Lorenzo

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Gianmarco
Gianmarco
4 mesi fa

Complimenti Lorenzo. Articoli sempre precisi ed interessanti.

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