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Trend 2022:
i 3 settori più promettenti per gli investitori

di Paolo Di Domenico

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Da scenari certi a scenari probabili

Il 2021 sta per concludersi e probabilmente verrà ricordato come uno degli anni più rialzisti nella storia recente della Borsa americana.

Dopo il crollo registrato nel primo trimestre del 2020, si sono infatti avvicendati una serie di trimestri in forte e continuo rialzo, tanto che gli indici americani hanno costantemente toccato nuovi massimi.

Nel grafico qui sotto, puoi per esempio vedere le performance trimestrali dell’indice S&P500 degli ultimi vent’anni.

S&P500

È importante però ricordare che anche negli anni più floridi per i mercati, ci possono essere aziende, o addirittura interi settori, che navigano controcorrente.

Quest’anno, ad esempio, i mercati sono stati trainati dal settore dell’energia, del real estate e della tecnologia (anche se con nette differenze all’interno di quest’ultimo).

Mentre è stato un anno da dimenticare per settori come le compagnie aeree e le attività di intrattenimento.

Per alcuni settori c’è stato il prolungamento di un trend iniziato già nel 2020, come per le compagnie aeree (in negativo) e per il settore tech (in positivo).

Altri settori, invece, hanno fatto una vera e propria manovra a U, come è successo al comparto energetico.

Performance dei diversi settori nel 2021

Ora, la domanda che tutti gli investitori si fanno è:

“Quali settori continueranno a crescere? Quali perderanno terreno? Quali saranno i trend del 2022?”

Se leggi i nostri contenuti da un po’, saprai che rifuggiamo il più possibile da profezie e pronostici perché non si può sapere che cosa faranno i mercati domani (ne abbiamo parlato ampiamente in questa puntata del Wikilix Podcast).

A tal proposito, una delle più famose massime di Warren Buffett recita: “Le previsioni possono dirti molto sul passato, ma non ti dicono nulla del futuro”.

Il comportamento dei mercati non è dunque prevedibile, ma si possono elaborare degli scenari più o meno probabili.

Insomma, senza voler avere la sfera di cristallo, e nei limiti delle corrette regole di un’adeguata strategia di investimento (che prevede di dedicare solo una minima parte del proprio capitale a investimenti più speculativi come quelli in singole azioni), ci si può preparare a sfruttare possibili trend futuri.

E se dovessi scegliere tre settori che hanno le maggiori probabilità di far prosperare i propri investitori, non avrei molti dubbi.

Cybersecurity

Questo settore, che non è altro che una delle numerose industrie del mega comparto “tech”, è ormai diventato indispensabile per il mondo di oggi, sempre più digitale.

L’ambito della sicurezza digitale include infatti tutti quei beni e servizi che hanno lo scopo di proteggere i sistemi informatici computerizzati, l’infrastruttura hardware, i network e i dati in essi contenuti da qualsiasi tipo di furto o manomissione.

Negli ultimi due anni, dinamiche come l’aumento del lavoro da remoto, il proliferare di dispositivi interconnessi tra loro (come smartphone, wearable, ecc.), e l’espansione dell’IoT, hanno messo ancora più in primo piano l’importanza della protezione dei dati.

Stiamo dunque vivendo in un’epoca entusiasmante, piena di applicazioni innovative.

Tuttavia, queste tecnologie sono diventate il parco giochi di hacker preparati a sfruttare anche la minima breccia negli scudi di protezione (spesso poco resistenti) con cui le aziende tentano di tenere al sicuro i loro dati.

Settori dove investire:cybersecurity

Un attacco hacker ti potrà sembrare anche un’eventualità remota, ma può potenzialmente mandare all’aria intere aziende e causare perdite ingenti di denaro.

SolarWind, Colonial Pipeline, JBS, metropolitana di New York, Electronics Art sono solo alcuni dei casi di cyber attacchi resi pubblici negli ultimi mesi in Usa (e anche l’Italia non si è fatta mancare i suoi, con SIAE e Cgil).

Un significativo aumento dei crimini informatici che, secondo i dati raccolti da Identity Resource Center, nei primi nove mesi dell’anno, hanno superato quelli registrati nell’intero 2020.

Secondo uno studio condotto dal Center for Strategic and International Studies in collaborazione con McAfee, i crimini informatici, compresi il danneggiamento e la distruzione dei dati, il furto di denaro e il furto di proprietà intellettuale, costano attualmente, a livello globale, 600 miliardi di dollari all’anno.

Ora è chiaro che il problema di uno diventa la fonte di guadagno di un altro (che sa risolvere quel problema).

Per questo motivo la necessità sempre più impellente di mantenere i propri dati al sicuro comporta grosse opportunità per quelle aziende che si occupano proprio di cybersicurezza.

Questo è infatti il mercato dove aziende come Cisco, CrowdStrike, Okta, Palo Alto Networks, Splunk, Ping Identity e molte altre ancora potrebbero veder prosperare il proprio business.

Quali sono dunque le prospettive future per la sicurezza digitale?

Se questo mercato era stato valutato 156,24 miliardi di dollari nel 2020, le prospettive di crescita da qui a qualche anno sono promettenti.

Per il 2026 le stime di crescita sono infatti del 14,5% l’anno, arrivando così ad un valore di circa 350 miliardi di dollari.

Settori dove investire: il mercato della cybersicurezza

Healthcare

Con “healthcare” si intendono i diversi prodotti e servizi che fanno parte della sfera della sanità e della cura della persona.

Quindi, non parlo solo delle aziende che producono farmaci o vaccini contro il COVID.

Il settore healthcare è molto vasto e comprende aziende farmaceutiche, aziende che sviluppano dispositivi medico-diagnostici, aziende che sviluppano software e servizi digitali per la salute, aziende biotech.

Ma perché questo settore è da considerare uno dei trend più promettenti?

Perché il troppo benessere non ha solo lati positivi.

Lascia che ti spieghi.

L’allungamento della vita media è una delle conquiste del progresso, ma allo stesso tempo una popolazione sempre più anziana ha bisogno di maggiori cure.

Se anche non ci fossero problemi di salute legati all’età, nella maggior parte del mondo sviluppato si sono affermati stili di vita sempre meno sani (in termini di alimentazione e preparazione fisica), che stanno avendo delle ricadute sulla salute degli individui.

Esistono poi anche malattie e problemi di salute che sono ereditari o accidentali, quindi più o meno tutti nella loro vita avranno bisogno dei servizi offerti dal settore healthcare.

Ovviamente non è solo la domanda ad essere aumentata, anche l’offerta è cresciuta di quantità e qualità.

Il progresso tecnologico si è tradotto anche in progresso per quanto riguarda le terapie e in un maggior numero di persone che vi hanno accesso.

Per una stessa malattia si può, ad esempio, scegliere tra diverse tipologie di cure, magari alcune migliori di altre, con maggior efficacia e meno effetti collaterali.

Settori dove investire: healtcare

C’è poi da considerare che se c’è qualcosa di abbondante nel mondo, sono (sfortunatamente) proprio le malattie.

Questo è quello che rende il settore healthcare uno tra i comparti con la crescita più elevata a livello globale.

Pensa solo a quanto ammonta la spesa pubblica di certi Paesi nel campo della sanità.

In Italia non scherziamo di certo, ma non ha niente a che vedere con quella degli Stati Uniti (dove ammonta a quasi il 17% del Pil).

Business Wire stima che il mercato globale dell’healthcare per il 2022 raggiungerà quota 11,9 trilioni di dollari.

Giusto per darti un termine di paragone: nel 2019 erano stati spesi, nel mondo, solamente 8,3 trilioni di dollari.

Considera poi che solo gli USA, nel 2019, ha speso 3,8 trilioni di dollari e le stime parlano di 6,2 trilioni di dollari per il 2028.

C’è poi il settore farmaceutico che è bello grosso (1,2 trilioni di dollari di vendite all’anno), ma è dominato da pochi grandi gruppi che commercializzano gran parte dei medicinali più usati (come nel casi di AbbVie, Bristol Myers Squibb, Pfizer, Johnson&Johnson).

Tra le aziende healthcare che registrano la crescita più elevata ci sono di sicuro quelle biotech.

I progressi scientifici stanno creando modi innovativi, e fino a qualche tempo fa inimmaginabili, per curare e prevenire le malattie.

Vertex Pharmaceutical, Biogen, Novavax sono solo alcune delle numerosissime aziende biotech che compongono questo variegato sub-settore.

La maggior parte delle aziende biotech sono piccoli laboratori di ricerca che si impegnano nello sviluppo di nuove tecniche o terapie per curare i più diversi problemi di salute.

Ti immagini quale performance può fare un’azienda che scopre una cura per malattie gravi come il cancro o per malattie molto diffuse come il diabete?

Chiaro che il loro punto di forza è anche il loro punto debole perché possono passare anni prima che la ricerca dia i suoi frutti (oppure potrebbe anche non accadere mai).

Fintech

Il fintech è nato con l’obiettivo di rivoluzionare, attraverso la tecnologia, una delle attività più tradizionali e antiche del mondo, l’attività finanziaria e bancaria.

C’è riuscito?

In parte sì, visto che abbiamo a disposizione servizi come piattaforme di online e mobile banking, pagamenti mobile, applicazioni di trading per dispositivi mobili e applicazioni per il trasferimento di denaro tra privati (solo per citarne alcuni).

La “rivoluzione” fintech ha portato a costi e commissioni più basse, maggior facilità di accesso ai servizi bancari e finanziari, ampia varietà di servizi/prodotti offerti e una più alta qualità percepita.

Pensa solo a quante attività bancarie e finanziarie puoi fare attraverso il tuo smartphone.

Con il tempo però, la promessa di riscossa del fintech ha perso un po’ il suo smalto, visto che ad oggi rimangono i grossi istituti bancari e finanziari a dettare legge, con i loro tempi e le loro procedure, solo in minima parte rinnovati e adattati ai tempi che corrono.

Tuttavia, come spesso accade, all’interno di un cambiamento che sembra perdere momentum, sta sorgendo una nuova corrente che potrebbe dare nuovo impulso alla rivoluzione del settore finanziario.

E prende il nome di DeFi.

Settori su cui investire: Defi

DeFi (o finanza decentralizzata) include un insieme di applicazioni e protocolli finanziari che servono a fornire servizi simili a quelli bancari, ma costruiti su infrastrutture senza gerarchie (decentralizzate), come la blockchain.

Ebbene sì, la famosa tecnologia alla base delle criptovalute come Bitcoin ed Ethereum.

Ma questa tecnologia (complessa da comprendere per i non addetti ai lavori) non serve solo a supportare le criptovalute più chiacchierate dell’anno.

Attraverso la blockchain diventano infatti possibili degli automatismi che permettono di eseguire transazioni senza interventi esterni.

Ad esempio, gli “smart contact” (contratti intelligenti) nei quali gli utenti non hanno come controparte contrattuale una società di servizi finanziari, ma si trovano ad interagire con un mercato controllato da computer che consente l’esecuzione automatica delle transazioni.

Le applicazioni sono in teoria infinite perché estendibili a qualsiasi attività comporti uno scambio che deve rispettare certe condizioni (un mutuo, l’ordine di merce da un fornitore e così via).

Ma passare dalla teoria alla pratica non è così facile.

L’ostacolo non sta tanto nella difficoltà per una persona media di comprendere come funziona la blockchain (un cliente di norma non sa nulla di procedure bancarie e finanziarie, eppure le sue cose le fa lo stesso), ma nel fatto che la tecnologia blockchain e le criptovalute espongono le persone che le usano a rischi significativi.

Le criptovalute rimangono infatti estremamente volatili, quindi soggette a oscillazioni di prezzo molto ampie.

Le piattaforme che si usano per depositare e scambiare le criptovalute possono fallire e il patrimonio degli investitori ovviamente non è garantito come succede in una banca tradizionale (la regolamentazione è ovviamente ancora scarsa).

Inoltre, nonostante la tecnologia blockchain abbia alti standard di sicurezza, può comunque essere soggetta ad attacchi hacker e frodi.

La finanza decentralizzata non è dunque priva di ostacoli ma, come accade con i settori ancora agli albori, si sta evolvendo e col tempo si stanno sviluppando diverse soluzioni.

E aziende come CoinBase, Square e PayPal sono tra le aziende quotate che stanno portando avanti queste evoluzioni.

Settori dove investire: aziende del comparto Fintech

La finanza decentralizzata è ancora agli inizi della sua evoluzione, ma solo considerando quest’anno (da giugno ad oggi), il valore degli asset detenuti nell’ecosistema DeFi è raddoppiato, arrivando a 244 miliardi di dollari (fonte DeFi Llama).

Come rimanere aggiornati (e investire) sulle aziende e i settori più promettenti

Questi sono i settori che ad oggi ritengono più interessati.

Ovvio, nulla è scolpito sulla pietra, ma una cosa è certa.

ll mercato azionario è il mercato che rappresenta le aziende, gli imprenditori e l’economia reale.

Riflette l’ingegno e il progresso dell’uomo.

Migliaia di imprenditori portano nell’economia reale prodotti e servizi innovativi e lo fanno anche grazie al mercato azionario.

La ricchezza si costruisce facendo impresa e alcuni imprenditori mantengono e accrescono quella ricchezza grazie al possesso delle azioni delle loro aziende.

Parte di quella ricchezza fornisce ulteriore carburante per investire nella crescita delle aziende stesse.

In questo mercato dei capitali che è il mercato azionario possono partecipare tutti i tipi di investitori, dai più grossi ai più piccoli, e tutti condividono la stessa prospettiva: investire oggi su imprese che in futuro aumenteranno il valore del capitale investito.

E se anche tu vuoi investire in azioni ad alto potenziale ed essere sempre aggiornato sulle dinamiche che muovono i mercati finanziari, Tradix è la membership che fa per te.

Tradix è un vero e proprio club per investitori, in cui ti avvisiamo quando devi acquistare o vendere una specifica azione, oltre a spiegarti le motivazioni sottostanti a queste operazioni e gli importi che devi rispettare.

di Paolo Di Domenico

Financial Market Analyst di Lixi Invest

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