Chi si arricchisce (e chi no) con le rivoluzioni tecnologiche

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Internet ha davvero cambiato la vita a tutti?

Indubbiamente, sì. Ad alcuni in meglio, perché ne hanno tratto comodità, opportunità, interazione, informazione e altre utilità.

Ad altri in peggio, perché Internet e la rivoluzione hanno decretato la fine del proprio lavoro (se dipendenti) o il declino del loro modello di business (se imprenditori e lavoratori autonomi).

In tutte le rivoluzioni della storia accade questo.

Ma Internet ha davvero fatto tutti ricchi?

La risposta è no!

Alcuni sì, ovvero coloro che hanno utilizzato la nuova tecnologia per migliorare il proprio business.

O, meglio ancora, Internet ha fatto ricco chi ha costruito dei nuovi business basati proprio sulla nuova tecnologia.

Tutti gli altri, ovvero miliardi di persone, sono rimasti dei “consumatori” di innovazione.

E non dei “produttori” di innovazione.

La differenza tra le due figure è enorme, e non va mai confusa.

I consumatori non diventeranno mai ricchi, quando rivestono il ruolo di consumatori.

(Un consumatore di qualcosa può essere anche un produttore di qualcos'altro, ovviamente).

I consumatori non diventeranno mai ricchi consumando.

Non vedo come possano farlo, a meno che tu non creda a cose come la condivisione, la ricchezza diffusa, la rendita di cittadinanza. 

E altre sciocchezze new-age inventate da chi, in realtà, non ha voglia di lavorare, non ha il fegato per rischiare e non hai il cervello per emergere. 

I produttori, invece, potrebbero diventare ricchi.

E potrebbero diventarlo perché sono degli IMPRENDITORI, non solo perché sono degli innovatori, né dei pionieri, né degli scienziati.

Segnati bene questo passaggio, perché è fondamentale.

La ricchezza si costruisce facendo impresa (IV Comandamento del mio libro "I X Comandamenti dell'investimento").

Non si costruisce con le idee, con l'innovazione, con le invenzioni, con le condivisioni, con le genialate, con i complimenti, con gli articoli di giornale o con i paper accademici.

Si costruisce vendendo qualcosa al mercato.


A vagonate, se possibile.

Lasciamo il mondo Internet e caliamoci su una delle nuove probabili rivoluzioni tecnologiche future.

La blockchain.

Vengo "accusato" costantemente (ma velatamente, perché non ho un bel carattere) di non essere innovativo e disruptive, o addirittura di essere legato al vecchio mondo finanziario e imprenditoriale (io?).

Vengo accusato di questo quando derido senza pietà i criptogonzi, ovvero gli idioti che infestano il web vantandosi di aver guadagnato 1.000€ con qualche azzardo online al criptopoker.

Il mio consiglio di oggi è quello di leggere il fenomeno "blockchain" (e criptovalute a seguire) con la chiave di lettura che ti ho fornito in precedenza.

La blockchain potrebbe cambiarti la vita?

Potrebbe.

Potrebbe rendere più efficaci, veloci, facili, sicure, verificabili e permanenti delle transazioni (di denaro, di contratti, di trascrizioni su archivi...).

Di conseguenza, questo potrebbe essere un grande vantaggio per chi usufruirà di questa nuova efficienza creandoci un'impresa sopra.

Ma al tempo stesso sarà la fine dei giochi per tante figure professionali.

Come in ogni rivoluzione che si rispetti.

La blockchain (e il suo utilizzo monetario con le criptovalute) faranno davvero tutti ricchi?

Come ti può venire in mente questo, se sei dotato di un minimo di sale in zucca e sai come gira il mondo?

Certo, nei prossimi anni ci saranno nuovi miliardari tra coloro che faranno impresa sulla blockchain.

Come ci saranno nuovi miliardari tra coloro che faranno impresa sulle scarpe in gomma.

La differenza è che non c'è nessuno che utilizza le scarpe in gomma perché pensa di diventare ricco grazie a queste. Capisci il passaggio, o hai il cervello completamente andato per l'overdose di cazzate che ti stanno raccontando sul web? 

Invece, oggi, il criptogonzo pensa di poter diventare ricco grazie all'utilizzo o al possesso di una determinata criptovaluta.

Follia.

Chi cerca di venderti "qualcosachain" o "qualcosacoin", sia tramite ICO o tramite vendita di servizi (newsletter, affiliazioni, derivati tramite broker) ti sta utilizzando per diventare ricco.

E, bada bene, non c'è nulla di male in questo.
Queste sono le regole del gioco, che ora conosci.

Ma devi capire la differenza tra te e lui.

Lui è il produttore. Tu sei il consumatore.

Le sue leve di vendita e di manipolazione sono essenzialmente tre, e sono facilmente individuabili:

1. Leva sul desiderio di ricchezza facile, veloce, senza sforzo e senza rischio.

È una leva troppo forte, incastonata nel nostro cervello da millenni.
Tutti, a vari livelli, siamo manipolabili di fronte a questa proposta.

2. Leva sul desiderio di far parte del futuro (in positivo) e di non rimanere indietro (in negativo).

In inglese si chiama FOMO - Fear of missing out, paura di rimanere indietro/fuori.
Anche qua, è una leva troppo forte da cui abbiamo poche difese.
Fa parte proprio della nostra storia evolutiva.
Chi non si è evoluto si è estinto.

3. Leva sul desiderio di distruggere il sistema di potere attuale.

La fame di rivincita contro il mondo delle banche, contro Wall Street, contro i grandi capitalisti è una molla incredibile.

"Diventa più ricco di (quel bastardo di) Rockefeller in 3 giorni, prevedendo il futuro e facendo morire d'invidia tutti i tuoi amici antiquati."

Non c'è nulla di male nel vendere questo.
Le persone senza scrupoli fanno bene a vendere in questo modo.

Ma tu devi capire come funziona il gioco.

Ti racconto questa storia sul "guadagnare con le ICO"

Chiacchieravo in chat con un mio amico imprenditore.
Un imprenditore vero, a capo di un'azienda manifatturiera italiana da 8 milioni e mezzo di fatturato che esporta in 35 paesi.

Mi ha mandato uno screenshot di un suo contatto.

Una persona apparentemente normale, che gioiva come un idiota (si definiva "emozionato", nello status) perché aveva guadagnato 370 € su una criptovaluta.
In più, altri deliri sul ROI, sul net cost dell'operazione in soli 3 giorni, sul futuro...

In più, promuoveva l'immancabile corso di formazione su come "tradare le criptovalute", con un link affiliato.

Il succo della chiacchierata con il mio amico è questo.

"Caro [amico imprenditore],
questa persona, felice e contenta per il 333% di guadagno in 3 giorni (su 100 € di merda), ti sta inconsapevolmente dando del coglione.

Pensando di poter veramente guadagnare denaro vero in questo modo (non 300 € schifosi euro), senza far nulla, velocemente, senza rischio, sta dando del fesso a tutti coloro che si svegliano ogni mattina alle 6 per:

- mandare avanti l'azienda
- parlare con i fornitori
- parlare con i clienti
- costruire il marketing
- formarsi all'estero
- parlare con i consulenti
- parlare con le banche
- parlare con i dipendenti
- rischiare il proprio capitale

Tutto questo, per cercare di ottenere un utile a fine anno del 30%. Ma pure del 20%. Ma pure del 10%.

Cioè, tu sei un fesso, e invece lui è il genio che in 3 giorni ha triplicato 100 € (di merda).

Tu potresti tranquillamente chiudere l'azienda, mettere i soldi che oggi hai investito in azienda nella CazzCoin o nella MinchiaChain, e tra pochi giorni avrai triplicato il denaro.

Altro che faticare 10-15 anni, completamente focalizzato sull'azienda, per tirare fuori un bel gruzzolo pluri-milionario per poter vivere di rendita a 45 anni."

Questo il succo del mio discorso.

Per questo rifiuto IDEOLOGICAMENTE questa roba.

Il mondo reale non funziona così.

Mi fa schifo il denaro facile e qualunque cosa somigli ai soldi piovuti dal cielo. 

E il denaro facile fa schifo a chiunque sappia davvero cosa significa fare qualche soldo in più.

Ma non lo sa per sentito dire, da qualche libro del cazzo o da qualche coach finanziario sfigato.

Lo sa perché li ha fatti, e continua a farli.

Certo, mi interessano le ICO, i robot, le criptovalute, la blockchain, l'innovazione e tutte queste cose carine.

Quando sono incardinate e ancorate al mondo reale.
Non quando sono vendute come una scorciatoia per fare qualche soldo.

Proprio domattina ho un aereo alle 7 del mattino che mi porterà in Estonia, la nazione più digitalizzata al mondo, dove ho appena inserito una delle mie "bandiere" personali e societarie. Figurati quanto sono antiquato o contrario alle novità. 

Il mondo reale è fatto di imprenditori, è fatto di rischio, è fatto di fatica, è fatto di soldi veri.

È fatto anche di gente che fallisce e che la prende nel culo.

Ma non perché qualcuno gli ruba i soldi, ma perché semplicemente c'è chi vince e c'é chi perde.

Non esiste il denaro di cittadinanza o un mondo democratico dove tutti sono ricchi per una moneta elettronica.

Tutti i criptogonzi, che mettono 100 € su un videogioco online e sono felici se ne tirano fuori 300 €, sono dei poveri idioti.

Se avete un cervello, smettete di buttare anche un solo ulteriore secondo del vostro tempo e della vostra energia mentale dietro a queste cazzate.

Le vecchie volpi, che sino a ieri vi vendevano dei corsi inutili sul network marketing, sul forex, sulla PNL, sulla libertà finanziaria, sugli stralci immobiliari e su qualunque altra "moda" degli ultimi 10 anni, se la stanno ridendo dietro le quinte pensando a quanto siete coglioni che bevete tutto.

Le innovazioni tecnologiche cambieranno.

Quello che non cambierà mai (almeno per i prossimi 100.000 anni o sinché non saremo completamente sostituiti dai robot) è il nostro cervello.

Prima di pensare alle innovazioni esterne, è meglio se cerchi di capire come funziona il tuo cervello quando pensa al denaro e a come farlo.

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Luca Lixi
Fondatore LIXI Invest

About the Author Luca Lixi

Luca Lixi è il fondatore di Lixi Invest. Consulente finanziario indipendente e autore del libro di finanza personale “I X Comandamenti dell’investimento finanziario”, ha creato il gruppo Facebook "WikiLixi – Tutti i segreti della finanza", con oltre 4000 partecipanti. Iscriviti alla sua newsletter gratuita.

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