Perché il bitcoin è una bolla. E perché questo non è un male (se sai cosa fare)

Shares

È sulla bocca di tutto il mondo da mesi.
Su Google, colleziona più ricerche di cantanti famosi, calciatori e siti di incontri extraconiugali.

I ciarlatani si sono lanciati a capofitto nella nuova moda, abbandonando i loro corsi ammuffiti di guadagno facile sul forex o di sistemi piramidali sull’oro.


Parlo, ovviamente, del bitcoin.

Tra ciarlatani autoproclamatesi esperti, e poi scrivono “Bit Coin”.
Tra chi non conosce la differenza tra una criptovaluta come il bitcoin, ethereum, litecoin o Ripple, o uno schema Ponzi in piena regola come OneCoin e similari.

Tra chi mi banna dai social network, perché non sono un criptonazista che va a urlare per il web tipo un grillino esaltato che “il bitcoin è il futurohhh!1!!!1” o che “le banKe sono mortehhh!!111!1”.

 Tra chi lo paragona alla bolla dei tulipani, ma consiglia di comprare titoli di Stato e buoni postali (che invece non sono la bolla delle bolle, vero Beppe?) dal pulpito della sua cattedra di matematica.

Quanta confusione.

Tanti cercano informazioni.
Tanti non vedono l’ora di spruzzare addosso alla gente quello che hanno imparato nell’ultimo articoletto riciclato sul web.

Questo articolo non ha la pretesa di essere esaustivo.
Uno: perché lo scenario è ancora in totale evoluzione.
Due: perché la materia è parecchio vasta e parecchio complessa. Sono richieste competenze maggiori in campo informatico (e quindi matematico) che in campo finanziario.

Ma poiché, a meno che tu non risieda in Cina o in Iran, dovresti avere a tua disposizione “Google”, potrai cercare queste informazioni sul web.

Sapere cos’è il bitcoin, come funziona, dove comprarlo sono informazioni oggi a disposizione di tutti.

(Se troverai informazioni incomprensibili, contradditorie, tecniche o faziose non è colpa mia, ma prima o poi risolverò anche questo problema con un guida completa. Puoi iniziare a fare una donazione a WikiLixi. In bitcoin, ovviamente). 
 
Se invece sei così pigro da non voler neppure farti un’idea su Google, ma vuoi comunque “diventare ricco con il bitcoin”, meriteresti di essere infilzato in uno spiedo come un tenero maialino in Sardegna durante una festa comandata (o qualunque altro giorno, a dir la verità).

Ma poiché sono buono, eccoti alcune informazioni di base, chiare e semplici.

Cos’è il bitcoin

Il bitcoin (si scrive in minuscolo quando ci si riferisce alla valuta, e sempre tutto attaccato) è una criptovaluta.

Quindi, una valuta (come l’euro, il dollaro, lo yen, com’era la lira) crittografata e decentralizzata
  • Crittografata, perché la sua emissione (creazione) ed il suo scambio avviene secondo i principi della crittografia, quindi tramite algoritmi immodificabili che possono essere letti e compresi solo da chi possiede le chiavi per farlo. Mi perdoneranno i nerd matematici per la semplificazione, ma mi auguro che almeno così si capisca qualcosa
  • Decentralizzata, perché la sua generazione e quindi emissione non viene regolata da nessun istituto centrale (come può essere la BCE per l’euro e la FED per il dollaro), ma viene fatta tramite dei calcoli matematici da parte di privati e dei loro calcolatori

“Ma quindi, se non sono emessi da una Banca Centrale e regolamentati
non sono soldi veri!”
È una truffa, un Ponzi, una bolla! Ha ragione Peppe Scienza!”

Anche in questo caso, temo tu abbia le idee confuse su cos’è davvero il denaro e cosa rappresenta.
Non è colpa tua. Questa roba non si studia all’Università o non si legge sui giornali.

Ti spiego brevemente anche questo, perché penso che per te sia più importante sapere “Che cos’è il denaro” anziché sapere in che modo dei cervelloni indo-cinesi “stampano” i bitcoin con i loro mega computer.

Che cos’è il denaro?

“Il denaro è la merce più commerciabile”
Questa è la definizione che preferisco, ed è di Ludwig von Mises.
Quello che considero, pound for pound, il miglior economista di tutti i tempi.

Il denaro è una merce, già questo deve farti ragionare.
Se io compro una cravatta, sto scambiando la “merce cravatta” con la “merce denaro”.

Quindi, il fatto che il “bitcoin non è denaro” perché non è stampato ed emesso da una Banca Centrale è semplicemente una bugia.

Se chi mi vende qualcosa accetta il bitcoin (e ormai iniziano ad essere in tanti a farlo), il bitcoin è riconosciuto come merce di scambio, e diventa denaro a tutti gli effetti.

Semplice, no?

Ma quanto vale questo denaro?

Qua sorge quello che è uno dei problemi di tutte le valute “fiat” (o “moneta a corso legale” come si chiamano tutte le valute stampate dalle banche centrali che conosciamo e usiamo, come l’euro, il dollaro, la sterlina e così via).


La quantità di denaro in circolazione, per quanto riguarda le monete legali, viene decisa da un comitato di grigi burocrati a Francoforte o a Washington, sedi della BCE e della FED.

Che possono aumentare la quantità di denaro in circolazione, stampando nuova moneta (non con una Ricoh o una Canon a getto d’inchiostro, ma semplicemente immettendo denaro digitale) e quindi “inflazionando”.
Oppure possono ridurre la quantità di denaro in circolazione, ritirando moneta dal mercato.

Ora, questo meccanismo di inflazione e deflazione (che sono due parole che non significano “Aumento o diminuzione dei prezzi, ma significano “stampa o drenaggio di moneta dal mercato”), governato dalle Banche Centrali, è uno dei mali economici più grandi di quest’epoca.


Ed avviene da quando è stata sospesa (e abbandonata ormai da più di 40 anni) la convertibilità del dollaro in oro (fine del Gold Standard, Nixon, 1971).

Attenzione: questi discorsi non hanno nulla a che vedere con le cazzate complottiste sul signoraggio e sulla sovranità monetaria in generale, che vanno per la maggiore in questo periodo e trovano terreno fertile nel fatto che, tanto, non ci capisce nulla nessuno di queste cose qua.

 

Ti ho perso? Ci sei ancora? Hai gli occhi bianchi e stai schiumando dalla bocca per le cose incomprensibili che hai letto.
Coraggio, ce la puoi fare.

Scusa se sono stato lungo o complesso, ma senza questa premessa monetaria non capirai mai cos’è davvero il bitcoin.

Se vuoi capire qualcosa di bitcoin, ma non conosci questi concetti cardine, sei certo di venir fregato dal primo ciarlatano e di perdere un sacco di soldi.  


Quindi, il bitcoin è potenzialmente una valuta, come l’euro, il dollaro e lo yen, ma non è stampata da nessuna Banca Centrale, Stato o Organismo internazionale.

Non essendoci nessun organismo superiore e proprietario del bitcoin, il suo “prezzo” viene deciso dal libero mercato, ovvero dagli scambi tra chi vuole comprare bitcoin e chi vuole vendere bitcoin.

Se sono in tanti a voler comprare bitcoin, come in questi ultimi mesi, il suo prezzo salirà.
Anche vertiginosamente.
Al contrario, se tutti in futuro vorranno vendere il bitcoin, il suo prezzo potrà crollare paurosamente, ed in fretta.


Il bitcoin è una bolla?

Tutto è una bolla.
E la bolla non è un concetto negativo in sé.
Diventa negativo solo per chi ci rimane secco quando la bolla scoppia!

La grandissima crescita esponenziale e febbrile delle aziende tecnologiche nei primi anni del 2000 era una bolla. Che è esplosa rovinosamente, poiché tutte le bolle esplodono.
Ma questo non ha impedito alle tecnologie che si stavano sviluppando in quegli anni di cambiare la storia dell’economia e dell’umanità.


Per me, “la bolla criptovalute” (si, è ovvio che si sia formata una bolla) è molto più simile alla “bolla dot.com” che alla “bolla dei tulipani” del 1600 o della “bolla dei mutui subprime” scoppiata nel 2008.

Quindi, non significa che quando la “bolla criptovalute” scoppierà, sarà la fine del bitcoin e di tutte le altre criptovalute.
Anzi, sarà probabilmente l’inizio di una fase di maturità e di affermazione reale come strumento di pagamento universalmente riconosciuto.

Come avrai capito, io sono un assoluto tifoso del bitcoin, se viene considerato come una valuta e come una possibile riserva di valore (con una funzione similare all’oro).

Se parliamo invece del bitcoin come uno strumento speculativo, non ho un’opinione.
Ma perché non si può avere un’opinione sulla speculazione. Non ha senso.
C’è chi vince e c’è chi perde.
Gioco a somma zero, niente win-win.

Ho un’opinione, e non è per nulla positiva, quando sento dei cazzari che provano a venderti dei sogni irrealizzabili, che ti porteranno dritto dritto dentro ad una tonnara, poco prima che inizi la mattanza. (E tu sarai un tonno, mica un tonnarotto o il Rais).

Non mi interessa se ciò che sta sotto la nuova occasione di ricchezza del momento sia il bitcoin, oppure l’oro, la bava di lumaca, il pregiato olio dell’oliva maculata del Madagascar o un allevamento di blatte alate da riproduzione.
Non cambia nulla. È sempre una truffa, come quella escogitata dal Gatto e la Volpe nei confronti di Pinocchio.
Pensi di aver scoperto l’Albero degli Zecchini? Invece no.
Morirai allo spiedo, come il nostro maialetto sardo di inizio articolo, oppure morirai trafitto, come i nostri tonni del Mediterraneo.

Ora, come promesso nel titolo dell’articolo, ecco le 5 notizie recenti più importanti, che ti serviranno a capire davvero cosa sta succedendo nel mondo attorno al mondo bitcoin.
E se il bitcoin è un Ponzi o una truffa (la risposta è NO) oppure se il bitcoin è una bolla (la risposta è SI).

News #1

La borsa di Chicago sta per lanciare un derivato sul bitcoin

La notizia è freschissima, del 31 ottobre 2017, ed ha portato il bitcoin al massimo storico superando i 6.400 dollari. Mentre scrivo, siamo a 6.800 dollari.

La Borsa di Chicago, prima Borsa al mondo per il mercato dei derivati (future e opzioni, in primis), ha annunciato di voler quotare, entro il 2017, un future sul bitcoin.

Oltre alla quotazione del future, si moltiplicano le richieste di quotazione di ETF (fondi di investimento) che andrebbero a replicare l’andamento del bitcoin.

La comunità bitcoin, molto più di matrice informatica che tradizionalmente finanziaria, non vede di buon occhio questo passaggio.

 E neppure io. Per due motivi:
  • il primo, è che si fa speculazione sulla speculazione.
    Una speculazione al quadrato, che andrà a costruire un castello di carte basato sul nulla. Che amplificherà le conseguenze negative dell’esplosione di una bolla.
    I mutui concessi a persone povere (mutui subprime) non erano un problema in sé. Quando questi mutui sono stati impacchettati e venduti, tramite strumenti derivati, ai risparmiatori… questo è stato un problema
  • Il secondo, è che la mano della “vecchia finanza” sta arrivando sul bitcoin.

"Si non potes inimicum tuum vincere, habeas eum amicum"

diceva Cesare, ovvero:

"Se non puoi sconfiggere il tuo nemico, fattelo amico"

Questo è ciò che stanno facendo banche e Stati, oggi.

Dopo una prima fase di avversione totale al bitcoin (che pubblicamente sembra continuare, vedi la news #2), e dopo aver capito di non poter sconfiggere un’innovazione così decentralizzata e disintermediata, banche e Stati hanno cambiato strategia.

Banche e Stati non abbandoneranno così in fretta, e senza combattere sino alla fine, lo scettro del potere monetario. Scordatevelo. Saranno disposte a tutto.
Dapprima, cercando di bloccare e di vietare. Già l’hanno fatto, vedi News #3.
Poi, cercando di reintermediare (ovvero cercando di continuare ad essere intermediari unici, e di fatto detenendo il potere).
Infine, qualora questi due tentativi dovessero venire spazzati via dalla forza della decentralizzazione... beh io non lo so quali altri strategie, anche molto dolorose, possano mettere in campo.
Non sono personaggi raccomandabili, questo è sicuro.

News #2

I grandi investitori, i super miliardari e i grandi banchieri parlano male del bitcoin 

Ormai non si contano più.
Solo negli ultimi mesi, queste le parole sul bitcoin da parte di banchieri, investitori e miliardari.

“È una truffa”
Jamie Dimon –JP Morgan

“È un indice del riciclaggio di denaro”
Lawrence Fink –BlackRock

“È una frode come Enron”
Alwaleed bin Talal – Kingdom Holding Company

“Io penso sia una bolla”
Mark Cuban – Miliardario americano

“È una vera e propria bolla”
Warren Buffett – Berkshire Hathaway

“È solo una moda e, forse, uno schema piramidale”
Howard Marks – Oaktree Capital

Queste solo alcune delle interviste, dei tweet o dei commenti dei CEO di grandi società di investimento come JP Morgan e BlackRock, di grandi investitori come Buffett e Marks, e di ultramiliardari come bin Talal e Cuban.

Scusa, ma che altro ti aspetti possano dire, loro?

Loro sono già ricchi.
Più di quanto tu possa immaginare.

E non hanno nessun tipo di interesse che si affermi un business che, in qualche modo, possa mettere in dubbio il loro status-quo.

Ma la realtà è un po’ diversa, e i conflitti di interesse sono enormi.

Mentre Jamie Dimon di JP Morgan pronunciava quelle parole (“è una truffa!”), arrivando a minacciare di licenziamento i suoi dipendenti beccati a speculare sulle criptovalute e facendo crollare il prezzo del bitcoin in pochissimo tempo, la sua società è andata a comprare a piene mani bitcoin usando l’unico strumento attualmente quotato in un mercato regolamentato.

Una regola che ripeto spesso, una mia frase, è:

“Guarda quello che FANNO, non guardare quello che DICONO”.

Ancora, Cuban e Marks hanno ammorbidito notevolmente le proprie posizioni.

Mark Cuban, dopo aver ammesso in agosto di aver comprato “alcuni bitcoin”, sta sostenendo direttamente un nuovo fondo di venture capital che investe in tecnologie legate alle criptovalute.

Howard Marks, quando gli è stato spiegato che al di là di questa fase speculativa, il bitcoin potrebbe affermarsi come valuta e mezzo di scambio e pagamento, ha parzialmente ritrattato.

Alwaleed bin Talal, membro della famiglia reale saudita, ha tutto l’interesse che permanga il sistema monetario noto come petro-dollaro, altro che bitcoin.

Anche il grande Warren Buffett, non ha detto niente di più di ciò che ha sempre detto.
Per lui e per la sua strategia, “un asset che non produce valore” non è un investimento.
Lo ha sempre detto per l’oro, era scontato lo dicesse anche per il bitcoin.

Ed ha pienamente ragione, perché oro e bitcoin NON SONO INVESTIMENTI.
Ma sono strumenti di riserva/protezione e di speculazione.

Quindi, è assolutamente normale che banchieri, investitori e miliardari emettano pubblicamente sentenze di morte sul bitcoin. Cerca di capire qual è il loro gioco.

News #3

La Cina prima lo vieta, poi ci ripensa. Russia prima lo condanna, poi ci ripensa. 

Le due grandi potenze “alternative” agli Stati Uniti d’America, Cina e Russia, stanno fiutando la possibilità di sfruttare a proprio vantaggio (ed a svantaggio degli USA, che domande!) questa rivoluzione.

La Cina ha messo al bando, a fine estate, le ICO (Initial Coin Offering), ovvero un nuovo strumento non regolamentato di raccolta capitali tra il pubblico per finanziare il proprio business (o startup).

Ha inoltre chiuso e vietato l’attività a diversi exchange (piattaforme dove si possono acquistare e vendere bitcoin in cambio di euro, dollari, yuan ecc.).

Duri e puri, i cinesi, no?
Questo è ciò che è successo in estate. Ma lo scenario è già cambiato.

Dal 1 novembre è disponibile un nuovo exchange cinese (zb.com).
I ban e i divieti su criptovalute probabilmente verranno ritirati a breve e continua a rimbalzare la voce di un ulteriore sviluppo di una criptovaluta cinese (BitYuan), ovviamente soggetta al controllo del partito comunista cinese.

E anche oggi si decentralizza domani. 

Qualcosa di simile sta avvenendo in Russia.
Vladimir Putin, dopo aver definito il bitcoin come un mezzo che avrebbe incrementato il riciclaggio di denaro, l’evasione fiscale e il finanziamento del terrorismo, ha capito che non poteva rimanere indietro nello sviluppo e nella ricerca su questa nuova tecnologia.
Per non essere surclassato da USA, Cina e Europa.


Quindi cos’ha fatto il buon Putin? Ha bloccato e vietato tutte le criptovalute (vecchie e nuove), in previsione del lancio del criptorublo. Una nuova moneta digitale controllata dal Cremlino.


Non so se avete letto anche la prima parte dell’articolo, ma una moneta emessa e controllata da un’autorità pubblica non ha NULLA a che vedere con il vero cuore pulsante del bitcoin.
Che è la decentralizzazione.

Ma, secondo Putin, anche oggi si decentralizza domani.


Per chiudere l’analisi di questa terza news, ora avete finalmente capito che interessi geopolitici stanno entrando in campo nel mondo criptovalute.

E tu vuoi diventare ricco col bitcoin perché l’hai letto su una pagina Facebook…

News #4

Bitcoin e blockchain come Re Mida 

Le ultime due notizie non sono proprio notizie.
Sono due sentenze della Corte di Cassazione alla domanda “il Bitcoin è una bolla?”

La risposta è si, e come avrai ormai capito non è necessariamente un male.

La News #4 è questa.

La società “On-line Plc” è un’azienda inglese quotata alla Borsa di Londra.
Il suo business è di incubatore per startup tecnologiche.

È stato sufficiente cambiare la sua ragione sociale da “On-line plc” a “On-line Blockchain Plc” per vedere il prezzo delle sue azioni decollare come un razzo, in poche ore, di oltre il 250%.

Era successa la stessa cosa, alcuni mesi fa, ad un’azienda biotech USA, la Bioptix Inc.
Non appena cambiò il proprio nome in Riot Blockchain Inc., le azioni sono andate alle stelle.

A ben vedere, il cambiamento di nome di queste due aziende non è stata solo una furba manovra per suscitare interesse ed acquisti. Non solo.
Le due aziende hanno deciso proprio di virare il proprio business verso la tecnologia blockchain, e questo il mercato lo sa.

L’aumento vertiginoso delle loro azioni da l’idea di quante aspettative ci sono sul settore criptovalute da parte del mercato.

News # 5

La parola “bitcoin” è più cercata su Google di Cristiano Ronaldo e Beyoncé

Possiamo fare tutte le analisi del mondo.
Ascoltare le parole dei grandi banchieri, analizzare i prezzi BTC/USD alla perfezione e tendere l’orecchio verso le ultime decisioni del Congresso del Partito Comunista Cinese.

Ma in un tempo come questo, dove il nostro pensiero viene costantemente riversato su Google o su Facebook (e quindi analizzato e studiato), un indicatore fortissimo circa la creazione di una bolla è proprio questo.

La quantità di ricerche che, in tutto il mondo, si stanno registrando su una determinata parola.

Questo è un dato positivo, da un lato, perché indica chiaramente un ottimo trend.

Ma quando le ricerche su una criptovaluta inventata da un anonimo, creata attraverso algoritmi e computer potenti e combattuta dai governi di mezzo mondo supera il numero di ricerche sul calcio e sulla gnocca, questo è un segnale inconfutabile che la bolla è in piena formazione.

Ci sarà chi ci avrà fatto un sacco di soldi, e chi invece rimarrà bruciato per sempre.

Il mio consiglio per te è questo.

Fai pure i tuoi esperimenti sulle principali criptovalute.
In pochi minuti, puoi aprire un “exchange” (per acquistare bitcoin) e un “wallet” (per depositare i bitcoin in sicurezza).
In questo modo, stai mettendo un piede all’interno di una tecnologia e di un trend che potrebbe oggettivamente affermarsi poderosamente. Non puoi stare indietro.

Quanto devi metterci? Tra il 3% e il 10% del tuo capitale complessivo, al massimo.

Non pensare che stai investendo. Investire è un’altra cosa.
Stai diversificando da un punto di vista valutario e di tipologia di asset.

Da questo punto di vista, la penso esattamente come Warren Buffett.

“Se non produce valore, non è un investimento”.

E come si può FINALMENTE investire su qualcosa di reale che produce valore reale?

Investendo in azioni.

Che è infatti l’idea di base di tutto il progetto LIXI Invest.

Tra pochi giorni sarà disponibile la newsletter evoluta “LiX-Files”, dove oltre alla mia migliore ricerca e analisi troverai un portafoglio di investimento azionario, aggiornato settimanalmente, su cui potrai investire direttamente da casa tua e con pochi click.

- IPSE LIXIT –

Luca Lixi
Fondatore di Lixi Invest

P.S.: se ti è piaciuto questo lungo articolo, che contiene GRATIS delle informazioni e considerazioni che ti assicuro faresti fatica a trovare a pagamento in qualche pseudo-corso, ti chiedo un favore. No, non mi interessano donazioni in bitcoin modello WikiLeaks. Ne potremo parlare solo dai 10 bitcon in su, di questo.

Se vuoi ringraziarmi per tutte le informazioni che sto divulgando da anni in modo completamente gratuito, vai sul mio gruppo pubblico e aperto WikiLixi – Tutti i segreti della finanza e scrivi, su un nuovo post, le tue impressioni e considerazioni.
Come dici? Non sei bravo a scrivere? Provo ad aiutarti io.
Prova a rispondere a queste 3 semplici domande:

1. Quali sono i concetti, le informazioni e i contenuti che hai scoperto o imparato nelle mie email giornaliere o negli articoli?

2. In che modo, queste scoperte o nuovi insegnamenti hanno migliorato la tua consapevolezza finanziaria?

3. Scrivi pure qualcosa di personale, che riguarda anche la mia modalità di comunicazione in una materia difficile come la finanza, o qualunque cosa vuoi dire sul mio servizio.

Sono curioso di leggere la tua opinione sul Gruppo Facebook
 

About the Author Luca Lixi

Luca Lixi è il fondatore di Lixi Invest. Consulente finanziario indipendente e autore del libro di finanza personale “I X Comandamenti dell’investimento finanziario”, ha creato il gruppo Facebook "WikiLixi – Tutti i segreti della finanza", con oltre 4000 partecipanti. Iscriviti alla sua newsletter gratuita.

Leave a Comment:

9 comments
Add Your Reply